RAPITO E UCCISO, IL DNA: I RESTI SONO DEL GIOVANE CINESE

Prato Nadia Tarantino 20 Luglio 2021 44 Nessun commento

image

E’ di Yan Zongwei, il cinese di 34 anni, broker abusivo, scomparso dallo scorso 26 aprile, il cadavere ritrovato nei boschi a Le Sacca il 10 giugno. Lo ha detto l’esame del dna. L’esito dell’accertamento, dunque, non ha riservato nessuna sorpresa: i carabinieri hanno ipotizzato fin dal primo momento che il corpo reso irriconoscibile dai giorni trascorsi tra l’abbandono e il ritrovamento fosse proprio quello del trentaquattrenne che il giorno della sparizione aveva fatto le ultime telefonate alla madre e ad uno zio chiedendo la disponibilità di 300mila euro, facendo intuire di essere nei guai. In carcere è finito un connazionale della vittima, Dong Jiwei, 30 anni: sul suo conto si allunga l’ombra dell’accusa di omicidio accanto a quella di sequestro di persona. Contro di lui, difeso dall’avvocato Tiziano Veltri che proprio oggi chiederà al tribunale del Riesame la scarcerazione, c’è la traccia registrata dal gps installato sulla auto che corrisponde alla zona dell’ultima cella telefonica agganciata dal cellulare della vittima – Le Sacca – la stessa dove è stato ritrovato il cadavere. In aggiunta, altri elementi come le testimonianze di cinesi che sapevano che i due dovevano incontrarsi proprio la mattina del 26 aprile.
L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze e affidata al comando provinciale dei carabinieri di Prato, punta sul movente economico: Zongwei, residente a Milano ma domiciliato a Prato, maneggiava i soldi dei connazionali che si rivolgevano a lui per il cambio valuta e per trasferimento di somme all’estero. Non è escluso che il trentaquattrenne possa aver commesso uno sgarro, aver trattenuto dei soldi, oppure essersi rifiutato di entrare in affari con qualcuno. Fino ad oggi, le indagini hanno portato alla luce solo un punto oscuro: la vittima, nei mesi passati, aveva avuto contatti con un cinese poi finito in carcere nell’ambito di un’inchiesta su sequestri di persona in Emilia. Non ci sarebbero, invece, lati oscuri nella vita dell’arrestato che da tempo vive stabilmente a Prato con moglie e figli e che risulta dipendente di un’azienda tessile. Dal carcere della Dogaia, dove è rinchiuso da più di un mese, l’uomo continua a dichiarare la propria estraneità alla vicenda. Nell’inchiesta ci sono altri altri tre indagati, anche loro cinesi, accusati di sequestro di persona; per loro non sono state disposte misure cautelari.

Commenta

Video per giorno

Luglio: 2021
L M M G V S D
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Newsletter

Rimani sempre in contatto con noi

Informazioni

Sede operativa: Via del Biancospino, 29/b
CAP: 50013 Campi Bisenzio (FI)
Tel 055 894601 - Fax 055 8946086
Modulo di contatto

Translate