RIFIUTI TOSCANI NELLA TERRA DEI FUOCHI

Toscana Gigliola Caridi 14 Gennaio 2020 101 Nessun commento

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Anche i rifuti della Toscana finiscono nella cosiddetta terra dei fuochi. Ne da notizia il Sole 24 ore in un articolo sulle beghe burocratiche e politiche che hanno annullato di fatto il Commissariato speciale sui rifiuti in quella martoriata area d’Italia con il conseguente stop alla bonifica. Dal 17 dicembre scorso nessuno più si occupa di bonifiche in Campania. Il commissario di governo, Mario De Biase, nominato per la prima volta nel 2010 con una ordinanza di Protezione Civile, dopo aver ottenuto numerose proroghe, per lo più per brevi periodi, ma comunque nell’arco di un decennio, da poco meno di un mese ha dovuto abbandonare il campo. Ora Regione Campania e ministero dell’Ambiente si scambiano accuse reciproche e allo stesso tempo ciascuna delle due istituzioni, inspiegabilmente, si guarda bene dall’intervenire. Eppure il commissiario aveva ottenuto già importanti risultati. Tra questi a Giugliano in Campania è stato realizzato e completato un importante intervento di bonifica, la piantumazione di 20mila pioppi e di un manto erboso e l’inoculazione di batteri per biodegradare gli idrocarburi. E proprio sul terreno della famiglia Vassallo, antesignana del traffico di rifiuti tossici, che vi aveva sversato veleni e liquami provenienti da buona parte d’Italia, sopratutto dalla Toscana. Una circostanza che, riguarda da vicino la salute di noi tutti, a prescindere dalle distanze geografiche, dalle tante terre dei fuochi che esistono in Italia da nord a sud e che dovrebbe interessare tutta l’informazione e non solo quei pochi temerari che hanno voluto denunciare la situazione a loro spese.

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