S.STEFANO NEL CAOS: IN 70 ASPETTANO CHE SI LIBERINI LETTI

Prato Eleonora Barbieri 25 Luglio 2022 97 Nessun commento

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Le criticità storiche e mai risolte del Santo Stefano hanno toccato l’apice questa mattina raggiungendo un numero record mai registrato: 70 pazienti in attesa di un letto da oltre 48 ore. Ieri erano 60. Puntare il dito contro il caldo che in questi giorni ha fatto aumentare il numero di accessi al pronto soccorso, comunque inferiore al livello prepandemia, e contro il Covid che rende più complessa l’organizzazione, è riduttivo e sbagliato perchè entrambi i fattori pesano anche sugli altri ospedali dell’Asl Toscana centro e in nessuno di essi il meccanismo si inceppa come invece avviene a Prato. Si tratta invece di un concentrato di nodi vecchi e nuovi che sono arrivati al pettine tutti insieme. All’inadeguatezza del dimensionamento dell’ospedale rispetto alle caratteristiche della popolazione, si aggiungono infatti le dimissioni-lumaca dai reparti di Medicina e in questo periodo le ferie del personale che comportano la chiusura di 100 letti. Non è un caso che il numero record sia stato registrato il lunedì mattina, come conseguenza di un fine settimana a ridottissima presenza di personale medico nei reparti che comporta la mancanza o quasi di dimissioni. Una situazione che vanifica lo sforzo messo in campo per la cosiddetta “presa in carico veloce” da parte dei degli internisti delle Medicine che si occupano del “proprio” paziente già in pronto soccorso. Senza i letti liberi ai piani superiori, i pazienti restano al pronto soccorso con tutto quello che ne consegue in termini di comfort e sicurezza sia per i degenti che per gli operatori che devono visitare i nuovi accessi.
Il direttore generale dell’Asl Toscana centro, Paolo Morello Marchese, ammette il problema in tutta la sua complessità: “A Prato la situazione è più acuta che altrove. Negli altri ospedali la macchina gira, qui tende a incepparsi. Abbiamo calcolato uno standard di 20 dimissioni giornaliere sia nei feriali che nei festivi per tenere un ritmo accettabile ma basta che questo non avvenga un paio di giorni che si blocca tutto. Quindi c’è un grande lavoro da fare sulla standardizzazione delle dimissioni. In più stiamo aumentando i letti di medicina togliendoli a chirurgia. Una dozzina è già assegnata e possiamo arrivare fino a 26 letti. Attenzione, non sarà toccato il numero degli interventi. Agiamo su quel 30% di letti inutilizzati grazie a una chirurgia che ha la dote di essere molto veloce nell’operare e nel dimettere. Sulle ferie del personale non ho molto da dire perchè dare le ferie è d’obbligo e lo abbiamo fatto proporzionalmente in tutti gli ospedali. Andare in vacanza in estate non è una colpa ma un bisogno democratico”.
Per mercoledì il direttore generale farà il punto della situazione con i capi dipartimento delle specialistiche mediche e di Emergenza urgenza, rispettivamente Giancarlo Landini e Simone Magazzini, e con il direttore sanitario Emanuele Gori.

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