SCUOLE OSPITATE NEI MUSEI, IL SINDACO BIFFONI LANCIA L’IDEA

Prato Eleonora Barbieri 21 Maggio 2020 50 Nessun commento

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Utilizzare gli spazi museali per le scuole in modo che possano riaprire il prima possibile in sicurezza. A lanciare la proposta è il sindaco di Prato Matteo Biffoni oggi, 21 maggio, in occasione del primo giorno di riapertura al pubblico del Centro Pecci.
Al primo cittadino pratese non va proprio giù il fatto che le scuole non siano state riaperte neanche in questa Fase 2 e che si parli solo di centri estivi. I modi per garantire la ripresa fisica delle lezioni in totale sicurezza ci sono e uno di questi guarda proprio all’utilizzo delle strutture museali più grandi: “E’ necessario far riaprire le scuole. – afferma Biffoni – Vada per gli alunni più piccolini, ma almeno alle medie e alle superiori deve essere data la possibilità di ricominciare. Se il problema è ingolfare spazi troppo piccoli, perché non usare aree all’aperto, impianti sportivi e luoghi come questo per qualche ora, per pochi giorni. Non è la scuola che abbiamo conosciuto finora ma diamo a questi ragazzi dei punti di riferimento e delle possibilità”.
Un’idea, la sua, che trova ampia condivisione da parte dell’assessore regionale alla cultura Monica Barni, presente alla riapertura del Pecci: “Sono d’accordo con Biffoni. Tra l’altro penso che allestire delle aule nei musei avvicinerebbe le nuove generazioni a questi spazi, ne incentiverebbe la futura partecipazione alla vita culturale”. Il presidente della Fondazioni per le arti contemporanee in Toscana, Lorenzo Bini Smaghi ha subito dato la disponibilità degli spazi del Centro Pecci per aiutare la ripresa delle lezioni: “Credo che la chiusura sia stata drammatica in termini di impatto per i ragazzi. Vedo nella scuola un modo per ridurre le differenze sociali che esistono tra alunni. Tutti questi mesi di chiusura possono vanificare il lavoro fatto in questo senso. Le nostre porte sono aperte”.
Nei prossimi giorni capiremo se la proposta del sindaco Biffoni sarà raccolta dal governo. Intanto il Centro Pecci va avanti con la sua programmazione che vede la proroga di The Missing Planet con la nuova video installazione Interregnum di Adrian Paci (un montaggio di sequenze di funerali di dittatori comunisti di diverse nazionalità ed epoche), le dieci bandiere d’artista realizzate per Centro Pecci Extra, il progetto Kene/Spazio e la mostra dedicata a Ren Hang, la prima in Italia dedicata all’acclamato fotografo e poeta cinese tragicamente scomparso a neppure trenta anni, composta da una selezione di scatti provenienti da collezioni internazionali. L’inaugurazione sarà il 4 giugno. E’ l’unica mostra a pagamento ma con biglietto ridotto. L’orario di apertura sarà dalle 12 alle 20, dal giovedì alla domenica.
Dopo 10 settimane di chiusura, gli spazi sono stati sanificati e riorganizzati secondo le indicazioni delle autorità, con tutti i presidi di protezione personale necessari, mentre le caratteristiche dell’edificio, con più di 8.000 mq di spazi e grandi sale, renderanno semplice il distanziamento fisico e la gestione contingentata del flusso di visitatori che comunque non potranno essere più di 60 contemporaneamente.
Quanto questi mesi di chiusura abbiano pesato sui conti è presto per saperlo. La prossima settimana si terrà il cda della Fondazione per l’approvazione del consuntivo 2019 e la variazione del bilancio 2020 che ovviamente terrà conto dei cambiamenti intercorsi in queste settimane, compresa la riduzione dei contributi da parte dei privati. Bini Smaghi garantisce “che l’obiettivo è arrivare al pareggio”.

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