SEI ANNI DOPO VIA TOSCANA: MENO AZIENDE IRREGOLARI

Daniele Magrini 2 Dicembre 2019 40 Nessun commento

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Sono oltre 13mila le imprese controllate in cinque anni di controlli del Piano Lavoro Sicuro della Regione Toscana, dal settembre 2014 al 31 ottobre 2019, con un ritmo di 160 aziende al mese, e quasi 17 milioni di euro incassati dalle sanzioni per le irregolarità riscontrate. E’ questo uno dei dati principali della relazione 2019 del nucleo ispettivo del Piano Lavoro Sicuro, illustrata stamani, 2 dicembre, in Palazzo comunale in occasione di ” CambiaMenti – 1 dicembre 2013 – 2 dicembre 2019″, 6° anniversario del rogo del Teresa Moda di via Toscana, in cui morirono 7 operai cinesi, cinque uomini e due donne: Rao Zhangjian, Xue Xieqing, Dong Wenqiu, Zheng Xiuping, Lin Guangxing, Wang Chuntao e Su Qifu. Una tragedia che ha segnato uno spartiacque per la presa di coscienza di quanto avveniva nei capannoni produttivi, tra giacigli di cartone e cucine improvvisate in mezzo alle taglia e cuci, con un esteso sistema di connivenze e convenienze in chiaroscuro.
Nell’iniziativa, promossa dal Comune di Prato con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Prato, sono state appunto analizzate le attività, i risultati e le prospettive del Piano Straordinario Regionale per il Lavoro sicuro. Ha coordinato l’incontro Simone Mangani, assessore comunale alle Politiche di Cittadinanza.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco Matteo Biffoni: “Oggettivamente la situazione non è la stessa del 2014, sono stati fatti passi avanti grazie anche al lavoro continuo del progetto Lavoro sicuro -le sue parole -. Sul territorio tutti hanno fatto la propria parte e continuano a farla con il massimo impegno, grazie alla sinergia tra istituzioni, sindacati, ordini professionali. I risultati raggiunti non sono sufficienti, ancora il lavoro è lungo e chiediamo un intervento incisivo da parte dello Stato anche a sostegno degli organi sul territorio, mi riferisco alle difficoltà oggettive delle nostre forze dell’ordine, del nostro Tribunale, degli uffici che avrebbero bisogno di un’implementazione per la grande mole di lavoro che sostengono”.
I numeri confermano che le irregolarità sono diminuite e che si sono fatte meno gravi rispetto all’inizio. E’ il segnale che qualcosa è cambiato dopo cinque anni dall’avvio di controlli straordinari dei 74 ispettori del Nucleo per verificare la sicurezza nei luoghi di lavoro, come ha sottolineato il responsabile Renzo Berti: “E’ in atto un cambio di atteggiamento, ma occorre continuare il lavoro, consolidare i risultati ottenuti dal pressing ispettivo e dalle sanzioni anche attraverso la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro” . Per questo la Giunta Regionale ha appena deciso di aggiungere un altro tassello al ’Piano lavoro sicuro’ avviando anche interventi formativi e informativi per innalzare il livello di sicurezza sul lavoro con Asl Toscana centro, il Polo per la formazione e le parti sociali a partire già dai prossimi giorni.
La Fase 3 del Piano, in corso da aprile di quest’anno, è stata estesa dalla Regione al 31 dicembre 2020. Qualche numero. Nel 2019 sono state controllate 2.006 imprese (altre 2.048 programmate per il 2020), il trend della regolarità a Prato è triplicato rispetto al 2014, passando dal 20,20% al 56,10% attuale. Le notizie di reato a Prato sono scese dal 69,4 al 34,2%. Nell’ambito del territorio della Asl Centro i dormitori abusivi sono il 3,2%, calati del 67% tra la Fase 1 (dal settembre 2014 all’aprile 2015) e la 3, gli impianti elettrici non a norma sono il 3,5%, giù dell’80%, i sequestri e le chiusure scesi allo 0,5% dal 5,7 del 2014, ovvero il 91% in meno.
Ma oltre al problema della sicurezza nei luoghi di lavoro c’è quello dello sfruttamento della manodopera, come ha sottolineato il procuratore capo Giuseppe Nicolosi allargando il tema di confronto: quest’anno sono approdati alla Procura pratese più di 1.400 procedimenti a riguardo e oltre 1.600 sono stati definiti, un numero enorme, che i magistrati riescono a gestire con un modello organizzativo che richiede ritmi serrati, in collaborazione con le Forze dell’Ordine: “Oggi nei luoghi di lavoro si muore molto meno, ma in molti casi la dignità dell’essere umano viene calpestata e violata – ha detto Nicolosi – La strada da fare è tanta per far emergere e combattere lo sfruttamento, ma questo fenomeno non può essere risolto nelle aule di giustizia, perché va affrontato a monte, dove nasce”.
Che Prato sia una realtà particolare lo dicono i numeri. Parlando di imprenditoria straniera Prato oggi conta 9 mila aziende e più di 6 mila sono condotte da imprenditori di etnia cinese, quindi circa 1/3 del totale attivo sul territorio. Il console cinese Wang Wengang ha auspicato il raggiungimento degli obiettivi di legalità e sicurezza nei luoghi di lavoro, dichiarandosi disponibile a proseguire nel lavoro svolto per sensibilizzare e informare le aziende sulle normative vigenti.

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