SEQUESTRATE OLTRE DUE MILIONI DI MASCHERINE NON CONFORMI

Prato Claudio Vannacci 19 Maggio 2021 173 Nessun commento

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Oltre due milioni di mascherine illegali sono state sequestrate dalla guardia di finanza in tre aziende con sede al Macrolotto. L’operazione ha consentito di bloccare la produzione di altri 50 milioni di mascherine non regolari.
Gli accertamenti eseguiti dai militari del Gruppo di Prato hanno consentito di appurare gravi violazioni a carico delle tre società. Due di esse, gestite da cittadini di origine cinese, si erano specializzate nella contraffazione del packaging delle mascherine prodotte da importanti aziende del settore: le confezioni riproducevano perfettamente tutte le caratteristiche degli originali, compreso il marchio “CE”; tuttavia, all’interno, vi erano contenuti dispositivi anonimi e non certificati, di ignota provenienza e non conformi agli standard previsti. Prodotti in grado di ingenerare nei consumatori l’ingannevole convinzione di utilizzare presidi capaci di filtrare e proteggere adeguatamente.
Una terza azienda, stavolta gestita da italiani, utilizzando costosi macchinari all’avanguardia, produceva e commercializzava mascherine chirurgiche non conformi rispetto al prototipo per il quale il ministero della Salute aveva concesso specifica autorizzazione. Inoltre, produceva arbitrariamente mascherine Ffp2 apponendovi illecitamente la marcatura “Ce” che le certificava come dispositivi di protezione individuale. Oltre a ciò, è emerso che per far fronte alla crescente domanda ed assicurare un ciclo produttivo continuo, l’impresa si avvaleva anche di personale impiegato “in nero”.
Complessivamente, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro circa 2,1 milioni di mascherine chirurgiche e Ffp2 corredate da 260mila false certificazioni nonché 123.000 chilometri circa di tessuto ed accessori che avrebbero garantito l’illecita realizzazione di ulteriori 50 milioni di analoghi articoli. Sequestrati inoltre 35 macchinari industriali utilizzati per la produzione ed il confezionamento. Il tutto per un valore stimato di oltre 10 milioni di euro.
I finanzieri hanno anche appurato che la produzione ed il confezionamento nelle tre aziende avvenivano in precarie condizioni igieniche. Una consistente parte delle mascherine realizzate era inoltre destinata ad uso pediatrico.
Gli esami di laboratorio eseguiti hanno confermato le ipotesi investigative. I rappresentanti legali delle tre società sono stati così denunciati per frode in commercio, contraffazione e vendita di prodotti industriali con segni mendaci.

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