SFREGIATO PER REGOLAMENTO CONTI TRA SPACCIATORI, 3 ARRESTI

Prato Nadia Tarantino 26 Aprile 2021 71 Nessun commento

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Marchiato per sempre, segnato sul volto da una ferita che significa inaffidabilità. Inaffidabile per non aver pagato una partita di droga e inaffidabile per aver invaso una piazza di spaccio già occupata. Uno sgarro imperdonabile. C’è un regolamento di conti dietro la brutale aggressione compiuta da tre spacciatori marocchini contro un loro connazionale. I motivi dell’agguato, compiuto esattamente un mese fa in pieno giorno in via Viottolo di Mezzana, sono stati chiariti dalle indagini della Squadra mobile di Prato che all’alba di oggi, lunedì 26 aprile, ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice delle indagini preliminari, Francesca Scarlatti, su richiesta del sostituto Lorenzo Gestri. In carcere sono fini tre uomini di 28, 29 e 34 anni: uno è incensurato e da pochissimo tempo in Italia, gli altri due hanno all’attivo una lunga sfilza di precedenti. Tutti e tre sono accusati di deformazione permanente del volto, il reato introdotto nel 2019 per punire sfregi in danno delle donne ed esteso, ovviamente, a qualsiasi aggressione che lasci segni indelebili sul viso della vittima. Il marocchino fu sfregiato con un gancio da traino e con un taglierino, oggetti sequestrati oggi durante la perquisizione del domicilio, a Calenzano, dove i tre aggressori sono stati trovati e arrestati.
Ferite molto gravi al collo e in pieno viso, tanto gravi che la procura aprì subito un’inchiesta per tentato omicidio, poi rubricata nell’altra ipotesi di reato perché la volontà dei marocchini non era quello di uccidere ma di marchiare il loro rivale.
“Un gesto che si rifà ad una subcultura precisa – il commento del procuratore Giuseppe Nicolosi – un fatto intollerabile. In un mese abbiamo risolto il caso”.
La vittima, che dal letto di ospedale ha collaborato con gli investigatori e ha continuamente espresso la preoccupazione per lo sfregio che di fatto rappresenta un pregiudizio anche per un eventuale matrimonio all’interno della comunità, fu seguita e aggredita nonostante la presenza di testimoni che immediatamente chiesero aiuto.
Nelle prossime ore i tre arrestati compariranno davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. Tutti e tre sono rinchiusi nel carcere della Dogaia.

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