SMANTELLATO IL PRESIDIO DI SI COBAS, QUATTRO ARRESTI

Prato Alessandra Agrati 3 Settembre 2021 79 Nessun commento

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Brutto risveglio all’alba di stamani, 3 settembre, per gli ex dipendenti Texprint e i sindacalisti Si Cobas che da martedì occupavano abusivamente piazza del Comune con tende e striscioni per chiedere alla prefettura un incontro. Ebbene il presidio è stato sgombrato e sette persone sono state accompagnate in questura per accertamenti e identificazioni. Tra loro i due sindacalisti Luca Toscano e Sarah Caudiero, poi rilasciati.
Al termine della giornata sono state arrestate 4 persone (tre uomini e una donna) per resistenza a pubblico ufficiale sia durante lo sgombero in piazza del Comune che nei tafferugli davanti alla questura. Due sono italiani. Domani mattina saranno processati per direttissima.
Il blitz è scattato alle 6, da parte di polizia, polizia municipale e carabinieri coordinati dalla questura. In 7 minuti le forze dell’ordine hanno smontato tutte le attrezzature che da due giorni erano sotto la statua del Datini. I manifestanti hanno opposto resistenza, ma non si registrano feriti da nessuna delle due parti. I video dello sgombro sono subito stati postati sulla pagina facebook di Si Cobas Prato.
“Fanno tanta paura gli operai che parlano e raccontano la raeltà della schiavitù del distretto tessile – ha commentato Luca Toscano – così paura da doverli sgombrare come ladri durante la notte. Aspettiamo che le istituzioni prendano posizione contro questo schifo. Ieri la Regione Toscana aveva dato disponibilità a partecipare al tavolo che avevamo chiesto”. Subito dopo lo sgombero i manifestanti si sono spostati davanti alla questura per protestare e chiedere di lasciare andare le persone portate in questura. Si sono registrati altri tafferugli tra manifestanti e polizia.Soddisfatta dell’operazione l’onorevole di Forza Italia, Erica Mazzetti: “Di nuovo decoro, sicurezza e ordine pubblico dopo giorni di stucchevole strumentalizzazione a danno e sulla pelle dei lavoratori Texprint. C’è voluto l’intervento delle forze dell’ordine per porre fine ad una poco partecipata ma estremamente impattante, anche per gli stessi partecipanti, manifestazione/occupazione che in questi giorni ha infestato piazza del Comune a Prato. Si è dato ascolto alle tante segnalazioni e lamentele di chi deve tirare su il bandone e cercare di far quadrare tutto. Non era più tollerabile assistere a certo scempio, per altro nel mese di settembre che è mese di festa per la nostra città e che richiama tantissimi nel centro. Non è con altre illegalità che si ottiene tutela dei propri diritti ma è con percorsi formali e nel rispetto della legge e dei diritti degli altri”.
Il primo a chiedere a prefettura e questura di intervenire in piazza del Comune è stato il sindaco Biffoni ravvisando in quell’accampamento non autorizzato un problema di ordine pubblico.
“Quello che stava succedendo in piazza del Comune – ha commentato il primo cittadino – non era la giusta modalità, non c’era altra soluzione che l’intervento. L’attività sindacale si fa in modo diverso, questo porta all’irrigidimento e a un dialogo difficile. Prefettura e questura si sono comportate in modo corretto”. Il suo assessore all’immigrazione Simone Mangani aggiunge: ” Occupare abusivamente una piazza della città, contro le istituzioni che ogni giorno lavorano per contrastare lo sfruttamento lavorativo è una contraddizione insanabile per chi dice di voler tutelare i lavoratori. La lotta allo sfruttamento lavorativo si fa con le istituzioni, non contro”.
Solidarietà ai manifestanti sgomberati è stata espressa dal dipartimento nazionale Lavoro e comitato regionale della Toscana del Partito Comunista italiano mentre la segreteria regionale di Rifondazione comunista chiede le dimissioni del primo cittadino.
I Giovani democratici di Prato invece spronano il Partito democratico a dare una risposta a questi lavoratori che chiedono “di riaprire il tavolo interistituzionale con prefettura, Comune, Regione e ispettorato. Serve – afferma la segretaria Maria Logli – un impegno politico a tutto tondo sul tema: sicurezza sul lavoro, contrasto allo sfruttamento, legalità ed emersione. Non si possono lasciare le voci di queste persone inascoltate”

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