SPACCIO NELLE PIAZZE, CHIESTI PIÙ DI 50 ANNI DI CARCERE

Prato Nadia Tarantino 23 Marzo 2022 79 Nessun commento

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C’è anche il nigeriano che lo scorso 3 gennaio aggredì e rapinò l’ex assessore del Comune di Prato Rita Pieri tra i 12 africani per i quali la procura ha chiesto complessivamente più di cinquanta anni di carcere per detenzione e spaccio di droga. Per l’uomo, 26 anni, con alle spalle una sfilza lunghissima di arresti e denunce e da qualche mese rinchiuso nel carcere della Dogaia, la procura ha chiesto, al termine del processo con rito abbreviato, una condanna a 4 anni e mezzo. Condanne comprese tra 4 anni e 2 mesi e 4 anni e 8 mesi per gli altri – tutti giovani provenienti da Nigeria, Sierra Leone, Ghana e Guinea – che a ottobre del 2020 finirono nella rete della polizia con l’accusa di gestire lo spaccio di eroina e marijuana nelle zone di piazza Mercatale, piazza San Marco e piazza della Stazione. Cessioni di droga e ripetizione, una dose per volta per evitare le manette ma all’interno di una sistema organizzato, documentato dai poliziotti e dalle telecamere del Servizio centrale operativo della direzione anticrimine e della Squadra mobile di Prato che lavorarono a lungo e sottotraccia per acquisire elementi di prova finalizzati a contestare il reato di spaccio nella forma grave – tecnicamente il primo comma dell’articolo 73 del Testo unico stupefacenti – che prevede il carcere. Una costruzione che gli avvocati hanno provato a smontare facendo ricorso al Riesame e qualcuno anche alla Cassazione ma la procura ha sempre vinto.
Nei guai finirono una ventina di pusher, molti dei quali già conosciuti per i loro precedenti e quasi tutti tornati a delinquere via via che hanno ottenuto la scarcerazione. Il caso più eclatante – non l’unico – è quello del nigeriano che aggredì l’ex assessore, picchiò il marito che era con lei e se ne andò con soldi e telefonini. Un colpo uguale ad altri messi a segno prima e dopo anche insieme a complici che compaiono nell’elenco degli imputati della maxiinchiesta sullo spaccio di droga organizzato mascherato da cessioni occasionali e di piccole quantità.
Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Leonardo Chesi, deciderà la prossima settimana: sulla sua scrivania non solo i 12 riti abbreviati, ma anche le quattro richieste di rinvio a giudizio per i pusher che hanno scelto il percorso ordinario. Tre le posizioni stralciate: una per il legittimo impedimento dell’avvocato difensore e due per irreperibilità.

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