TEXPRINT, I DIPENDENTI TORNANO A MANIFESTARE

Prato Alessandra Agrati 26 Aprile 2021 54 Nessun commento

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Dopo la manifestazione in piazza delle Carceri organizzata dal sindacato Si Cobas (leggi), oggi 26 aprile, a manifestare davanti al Tribunale, sono i lavoratori della Texprint per chiedere nuovamente di poter tornare a lavorare in sicurezza e di far cessare gli epsiodi di violenza a loro danno..
“Da tre mesi – spiegano – abbiamo depositato video, audio e numerosi documenti che dimostrano che siamo vittime di continue violenze da parte di chi, da mesi, ci impedisce di andare a lavorare. Chiediamo di non essere abbandonati. Hanno costruito una casetta davanti ai cancelli, è un abuso edilizio, lo abbiamo segnalato, ma la casina è ancora in piedi. Querele sono state depositate anche dai nostri fornitori e dai clienti che hanno subito il nostro stesso trattamento”.
Per un’ora i dipendenti, in silenzio sono stati in piedi dietro agli striscioni nel giardino di piazza Falcone e Borsellino. “Non ne possiamo più – raccontano – dobbiamo parcheggiare lontano dall’azienda per non essere fermati in continuazione, quando passiamo ci insultano. Dobbiamo scaricare la merce a spalla perchè si buttano anche sotto i carrelli. Abbiamo perso alcuni clienti, altri ci hanno rinnovato la fiducia, ma questa è la nostra ultima possibilità, poi c’è la chiusura”. Amareggiati anche per il trattamento che hanno ricevuto dagli ex colleghi. “Spesso abbiamo aiutato questi ragazzi – spiega una dipendente – a sbrigare pratiche per il permesso di soggiorno, per avere un appuntamento all’Inps, perchè crediamo nella collaborazione, e ora siamo ripagati con insulti e minacce. Abbiamo paura ad andare in giro per la città. Ci riprendono in continuazione con il telefonino e rischiano di farci perdere il lavoro”.
I dipendenti e la stessa azienda, rispondono anche al sindacato che sabato ha accusato uno dei soci della Texprint di aver sfregiato con l’acido un ex dipendente che presidiava il picchetto davanti ai cancelli di via Sabadell, mente era in corso la manifestazione in piazza delle Carceri. “Quella ferita – spiegano – non è da acido, è un taglio che aveva già. E’ un’istigazione alla violenza, oltre che calunnia. Alcuni di noi sabato erano in azienda a lavorare e improvvisamente è arrivata la polizia e ci ha detto di uscire immediatamente, siamo stati scortati sotto un fiume di insulti. Sono già stati consegnati alla procura i video delle telecamere di sorveglianza in cui si dimostra che non è successo niente”
Netta presa di posizione anche da parte della società: ”La vile messa in scena – si legge in un comunicato – richiama alla memoria altre vicende artificiosamente costruite dai Si Cobas per gettare discredito sulla società e i suoi manager; qualche settimana fa, infatti, Si Cobas aveva falsamente denunciato un “tentato omicidio”, anche in quella occasione riconducibile (a loro dire) alla Texprint, salvo poi “ritrattare” il giorno successivo, con tanto di foto postata sui social networks con l’autista del camion che avrebbe asseritamente cercato di investire i manifestanti. Tale episodio è stato oggetto di immediata denuncia da parte della società per diffamazione aggravata, simulazione di reato e calunnia..La società depositerà l’ennesima denuncia alla procura , documentata con video inequivocabili, nella convinzione che l’autorità giudiziaria interverrà quanto prima per porre fine a questa situazione surreale”.
I Sì Cobas, invece, anche stamani tornano a denunciare il ferimento del loro manifestante: “E’ ferito con un’ustione all’avambraccio (foto in basso) e medicato al pronto soccorso con una prognosi di cinque giorni – dicono -. Il getto di acido lo ha colpito di striscio. La macchia lasciata dall’acido sull’asfalto rende l’idea di cosa sarebbe potuto succedere se fosse stato preso in pieno. Questa mattina il lavoratore si recherà in Questura per sporgere denuncia di quanto accaduto. Non è stato possibile farlo prima, visto che gli uffici sono chiusi durante il fine settimana causa limitazioni Covid”

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