TEXPRINT, LETTERE DISCIPLINARI AGLI OPERAI IN SCIOPERO

Prato Alessandra Agrati 16 Marzo 2021 73 Nessun commento

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Ai quindici dipendenti della Texprint in sciopero da quasi due mesi, tra giovedì e sabato scorso sono arrivate le lettere disciplinari, che, secondo il sindacato SiCobas sono il preludio al licenziamento. A motivare il provvedimento, i comportamenti adottati dai lavoratori durante il picchetto con insulti a chi tentava di entrare e uscire dall’azienda, oltre alla richiesta di aprire le macchine per una sorta di perquisizione. “Sono tutte false accuse – spiega Sarah Caudiero referente SiCobas per Prato – chiaramente un modo per sbarazzarsi dei lavoratori in sciopero. Non ci fermiamo. Il picchetto resta, vorrà dire che invece di andare in tribunale per impugnare i contratti di apprendistato impugneremo i licenziamenti.”
La procedura prevede che, entro 5 giorni dall’arrivo delle lettere, i lavoratori possono mandare una memoria scritta, oppure chiedere un’audizione con l’assistenza del sindacato. E’ stata scelta questa seconda ipotesi e ora si attende la data di convocazione dell’incontro. “E’ un paradosso – continua Caudiero – perché l’azienda ha il ruolo di accusatrice e di giudice nello stesso momento”.
Intanto la produzione della stamperia continua, una parte dei lavoratori sono rientrati e il picchetto viene arginato scaricando le pezze a mano.
Il sindacato accusa anche la Regione di non prendere posizione. Dopo la convocazione dell’unità di crisi dove separatamente sono stati sentiti i rappresentati della Rsu,SiCobas e l’assessore all’ immigrazione del Comune di Prato Simone Mangani da una parte, e dall’ altra, ieri 15 marzo, i rappresentati della Texprint, il tavolo di crisi non è stato convocato: “Ufficialmente non abbiamo nessuna dichiarazione scritta- spiega Luca Toscano referente SiCobas Prato- solo una telefonata in cui si dice che le parti sono diametralmente opposte e quindi non c’è modo di trovare una mediazione. Ci aspettavamo dalla Regione una presa di posizione, chiediamo l’applicazione del contratto. Ovviamente le distanze con la proprietà ci sono visto che chiedono ai dipendenti di lavorare 7 giorni su 7, 12 ore a senza ferie e permessi malattia e noi invece chiediamo 5 giorni a 8 ore”.
Accuse anche al Pd provinciale e all’amministrazione. “Mangani ha fatto solo generiche affermazioni di circostanza, cio aspettavamo una presa di posizione netta, mentre il Pd provinciale, che per natura doverebbe sostenere la lotta, non si è espresso – continua Toscano – eppure il distretto pratese ha un grave problema, quello dello sfruttamento della manodopera ma la politica e le istituzioni continuano a latitare”.
Diversa la posizione dell’azienda che ieri, ha inviato agli organi di stampa, una nota dove tramite un comunicato inviato alle redazioni:“Texprint, nel corso dell’incontro con il Tavolo di crisi. promosso dalla Regione Toscana con il coinvolgimento del Comune di Prato, ha ribadito che qualsiasi confronto sui temi sollevati da SiCobas non potrà avvenire fino a quando proseguirà il blocco, con condotte violente, degli ingressi e uscite presso il proprio stabilimento, e il clima di minacce creato sui lavoratori, fornitori e clienti della società, che ha comportato danni a persone e cose interruzione di fatto delle attività produttive dello stabilimento. Condotta arbitrariamente qualificata come esercizio del diritto costituzionale di sciopero, che configura differenti profili di illiceità di cui l’azienda ha investito le autorità competenti perché siano valutate”.
Su questo punto il sindacato lamenta che non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale agli interessati e che comunque il picchetto è stato sospeso almeno tre volte senza che si sia mai giunti a una trattativa.
A complicare il quadro della situazione, già di per sé molto complesso nonostante l’allentamento delle tensioni degli ultimi giorni (leggi) , c’è la questione dell’interdittiva antimafia presa dalla prefettura nei confronti della Texprint. Sulla vicenda il prefetto Adriana Codegode ha mantenuto il massimo riservo. Secondo quanto ricostruito da Notizie di Prato, però, il provvedimento sarebbe stato adottato in quanto uno dei dei dipendenti della Texprint coinvolto in un’ indagine sulla’ Ndragheta, sarebbe dai accertamenti svolti, uno dei titolari di fatto dell’ azienda di via Sabedel

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