TEXPRINT, PROCURA ARCHIVIA INCHIESTA SFRUTTAMENTO LAVORO

Prato Nadia Tarantino 26 Aprile 2021 83 Nessun commento

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La procura non ha rintracciato nessun elemento che possa sostenere l’accusa di sfruttamento del lavoro nell’ambito della Texprint, la stamperia a gestione cinese da mesi al centro delle proteste, dei sit in e delle manifestazioni di Si Cobas. Le indagini non hanno fatto emergere nessuna irregolarità tale da poter ipotizzare lo sfruttamento degli operai pakistani che, in seguito alla rivolta e ad uno scontro dai toni sempre più alti, sono stati licenziati.
L’inchiesta, affidata al sostituto Lorenzo Gestri, specializzato nelle tematiche relative al lavoro e allo sfruttamento in particolare, è partita nei mesi scorsi per iniziativa della stessa procura e, nel tempo, ha incamerato alcune denunce che però non hanno fornito basi su cui poggiare l’ipotesi di reato. Il fascicolo è stato chiuso ma sarà il tribunale a dire l’ultima parola, a dire cioè se le accuse possono essere archiviate o se si dovranno fare ulteriori accertamenti.
Lo slogan che contraddistingue la battaglia di Si Cobas è “8×5”: otto ore di lavoro per cinque giorni a settimana come prevede il contratto nazionale di lavoro che, ribadisce continuamente il sindacato, non è stato mai applicato agli ormai ex dipendenti pakistani. L’inchiesta, salvo decisioni diverse del tribunale, è avviata al definitivo tramonto.

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