UDIENZA MORTE LUANA, LE PAROLE DEGLI AVVOCATI

Prato Nadia Tarantino 7 Aprile 2022 78 Nessun commento

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Giustizia e fiducia. Giustizia per la morte di sua figlia e fiducia in chi la giustizia la amministra. E’ stata di poche parole Emma Marrazzo, mamma di Luana D’Orazio, l’operaia di 22 anni morta lo scorso maggio nella fabbrica nella quale lavorava, l’orditura Luana in via Garigliano, nella zona di Oste, a Montemurlo. La donna è arrivata con qualche minuto di anticipo al Palazzo di giustizia di Prato ed è stata l’unica a partecipare all’udienza preliminare pur sapendo che nessuna decisione sarebbe stata presa perché il rinvio era già deciso. Sola tra gli avvocati: il suo, quelli degli imputati e quelli di chi ha chiesto di essere ammesso come parte civile. Tra loro l’avvocato che assiste il padre del figlio di Luana, un bambino che oggi ha 6 anni. L’avvocato è arrivato da Crotone per depositare la richiesta di costituzione di parte civile del suo assistito per conto del figlioletto. Stessa richiesta avanzata dal nonno materno. Ne potrà essere accolta solo una e l’avvocato non ha usato giri di parole per legittimare quella del suo assistito.
Rapporti tesi tra i nonni e il padre del figlio di Luana D’Orazio. Tra un mese il tribunale dei Minori di Firenze dovrà decidere se accogliere o respingere la richiesta di decadenza della responsabilità genitoriale avanzata nei confronti dell’uomo dalla famiglia dell’operaia.
Intanto qualche passo in avanti è stato fatto sul fronte del risarcimento dopo l’offerta della Unipol per un totale di circa un milione 100mila euro al figlio, ai genitori e al fratello della vittima. Soldi accettati ma solo come acconto. La trattativa per trovare un accordo è in corso.

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