VIOLENZA DONNE, 400 RICHIESTE D’AIUTO AL CENTRO LA NARA

Prato Alessandra Agrati 21 Novembre 2020 26 Nessun commento

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Le richieste di aiuto al Centro antiviolenza la Nara sono sostanzialmente in linea con quelle dell’anno precedente nonostante il periodo di quarantena della scorsa primavera, che ha costretto alla chiusura del centro.
Nel 2019 le donne che si sono rivolte allo sportello erano 412, da gennaio ai primi di novembre invece sono 391, di queste 204 hanno chiesto aiuto per la prima volta, mentre 40 sono tornate a distanza di anni. La fascia d’età più rappresentata è quella fra i 30 e i 49 anni (rispettivamente 102 e 106) ma 7 hanno oltre 70 anni, il 33% sono straniere, il grado di scolarizzazione si concentra fra licenza media (121) e superiore (108), 50 hanno sono laureate.
Un fenomeno, quindi trasversale, che riguarda soprattutto denunce per violenza psicologica (317) seguite da quelle fisiche (261 ) e a ruota da quella economica(77), infine sono 185 le donne che sono disoccupate e precarie.
“ I dati – spiega Francesca Ranaldi responsabile del Centro – come sempre vanno letti in due modi: da una parte vuol dire che si continua a denunciare, nonostante alle consuete difficoltà si sono aggiunte quelle legate al lockdown, dall’altra, e questo è l’aspetto negativo, che è ancora un fenomeno molto presente sul territorio”.
Le donne che si sono rivolte allo sportello di Prato sono 252 donne, a quello di Montemurlo 21, di Carmignano 16, di Poggio a Caiano 11, a Cantagallo 7 e 9 rispettivamente a Vaiano e Vernio. “Purtroppo – continua Ranaldi – con la pandemia non siamo riuscite a portare avanti progetti mirati, ad esempio l’accompagnamento al lavoro, percorsi importanti per cercare di tornare alla normalità. Sono preoccupata anche per le tante donne precarie che probabilmente non vedranno rinnovare il loro contratto e quindi avranno ancora più difficoltà a scindere i legami”.
Le case di accoglienza, intanto, sono al completo, compresa quelle di secondo accoglienza, dove arrivano mamme con figli proveniente da situazioni meno gravi. “E’ saltata anche tutta la programmazione con le scuole – sottolinea Ranaldi – e questo è un altro tassello che viene a mancare, sia per quanto riguarda l’aspetto educativo, ma anche perché molte donne sono arrivate a noi attraverso i figli e, quindi, la scuola”.
Intanto il 25 novembre si celebra la giornata contro la violenza sulle donne, ma con un programma che rispetta le norme anticontagio. La Cgil insieme allo Spi, ha ideato la campagna “Proteggiti anche dalla violenza” che verrà diffusa tramite i social, tutte le protagoniste indosseranno la mascherina con lo slogan della campagna. In programma anche la proiezione di un video, mentre uno striscione è già stato esposto sulla facciata della Camera del lavoro di piazza Mercatale.
Il tema della violenza sulle donne sarà approfondito anche dal Comune di Montemurlo con interviste, promosse dalla commissione pari opportunità, a donne che a vario titolo si occupano di violenza sulle donne.
Rimandata l’inaugurazione della mostra al Centro Pecci organizzata dal Centro antiviolenza la Nara, ma sul canale youtube e sulla pagina Facebook verranno pubblicate fra il 24 e il 27 novembre riflessioni, racconti e uno spezzone del video realizzato insieme agli studenti del liceo Copernico sulla figura di Artemisia Gentileschi.

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