VIOLENZA DONNE, PROCURA APRE QUASI 2 INDAGINI AL GIORNO

Prato Nadia Tarantino 23 Novembre 2022 18 Nessun commento

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Ci sono le botte che lasciano lividi e ferite, ci sono gli atti persecutori e le minacce che generano paura fino a stravolgere la vita quotidiana, ci sono i maltrattamenti psicologici che lasciano segni che, se anche non si vedono, diventano indelebili. La violenza ha tante facce e le vittime, nella stragrande maggioranza dei casi, sono le donne e, se ne hanno, i loro figli. Dall’inizio dell’anno a ieri, 22 novembre, la procura ha aperto 495 fascicoli per reati di violenza e maltrattamenti; avanti di questo passo, a fine anno il numero complessivo raggiungerà, e forse supererà, quello del 2021 chiuso con 523 notizie di reato. Il bilancio della procura è diversificato per gravità dei fatti denunciati: dei 495 fascicoli aperti fino a ieri, sono 270 quelli rubricati come ‘codice rosso’, vale a dire contenenti ipotesi di reato più gravi come le lesioni, lo stalking, i maltrattamenti, le violenze sessuali che, tanto per dare un altro numero, sono 40 dall’inizio del 2022. Ipotesi di reato per le quali, come prevede il ‘codice rosso’, si procede molto più in fretta e che, in caso di condanna, vengono punite con pene più aspre. Lo scorso anno, i codici rossi furono 298, una media di 25 al mese, e quest’anno il complessivo sarà più o meno lo stesso. Un quadro per niente confortante che, alla vigilia del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, mostra quanto sia per tutti ancora lunga e difficile la strada.
Dietro i numeri ci sono storie, volti, nomi. Esistenze. Non sono solo storie di relazioni difficili o finite male, ma anche di figli che maltrattano i genitori, di genitori che non pagano gli alimenti ai figli, di persone che non rispettano il divieto di avvicinamento a chi li ha denunciati o che tentano di tornare sotto il tetto familiare dopo essere stati allontanati. Non tutte le denunce finiscono nell’aula di tribunale: qualche volta gli investigatori scoprono che i fatti sono stati enfatizzati, qualche volta la vittima non conferma oppure ritratta perché spaventata dalle conseguenze o convinta dal suo maltrattante che non ci saranno altri soprusi, altre aggressioni, altre minacce. Un crinale, quello del sentimento, su cui le indagini qualche volta si infrangono, soprattutto se la donna non ha un’indipendenza economica e non può fare affidamento sulla rete familiare.
In procura sono cinque i magistrati che formano il pool specializzato in fasce deboli: Laura Canovai che lo guida, Valentina Cosci, Carolina Dini, Alessia La Placa e Massimo Petrocchi. Più di mezza procura: “Basta fare due conti per capire – spiega il procuratore Giuseppe Nicolosi – la quantità di lavoro che siamo chiamati ad affrontare quotidianamente. Un lavoro delicatissimo e da svolgere nei tempi stretti previsti dal codice rosso”.

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