FIRENZE - AEROPORTO: SFIDA SERRATA TRA FAVOREVOLI E CONTRARI

Alessio Poggioni
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La data da cerchiare in rosso sul calendario è il 22 ottobre, quando si terrà l’udienza del TAR sui ricorsi contro la realizzazione della nuova pista di Peretola. In attesa di quel pronunciamento (a cui poi, quasi certamente, seguirà il Consiglio di Stato), i due fronti di favorevoli e contrari sono più attivi che mai, e si danno battaglia a suon di atti, politici e non. Ieri, in questo senso, è stata una giornata caldissima. Al circolo rinascita di Campi Bisenzio i sindaci del no (Campi, Calenzano, Sesto Fiorentino) hanno ribadito la contrarietà al progetto. Non poteva partecipare il Comune di Prato (poiché nell’anno del commissariamento non era stato presentato un ricorso autonomo al TAR), ma Biffoni ha chiarito che la posizione resta quella, vicina ai colleghi della Piana. Quasi in contemporanea all’assemblea campigiana, in Giunta Regionale si consumava un altro piccolo strappo: gli assessori Lenzi (AVS) e Barontini (5 stelle) hanno votato contro la delibera relativa al contributo istruttorio richiesto dal Ministero dei Trasporti proprio per il progetto della nuova pista aeroportuale. La delibera è stata comunque approvata, ma il voto dei due assessori segna un nuovo punto di rottura, anche se su una questione secondaria. Lo dice a chiare lettere Lenzi: “Ho votato contro per ribadire la posizione di AVS, da sempre contraria alla nuova pista di Peretola. È chiaramente un voto politico e simbolico”. E Barontini (5 stelle): “Ritengo che l’istruttoria non affronti in modo completo alcune delle criticità ambientali legate allo sviluppo dell’aeroporto, e in modo particolare gli impatti cumulativi sul sistema ambientale della Piana”.
Insomma, dopo il voto sull’Ossicombustore a Peccioli, la giunta torna a dividersi, stavolta su un tema atavico di scontro, l’aeroporto. Ma il rumore della frattura è meno forte, se possibile, del grido dei favorevoli all’opera, che nelle ultime settimane si sono compattati e sono passati all’attacco.
Intanto, con i numeri: 3 miliardi di euro persi in 25 anni di immobilismo, stimano Camera di Commercio di Firenze e Unioncamere, 0,3 punti percentuali di Pil di crescita potenziale sfumata, un impatto economico che passerebbe da 350 milioni a 500 milioni di euro. Accanto a loro a sostegno della bontà dell’opera, una serie di soggetti che va dai proponenti (Toscana Aeroporti, Enac, Ministero, Regione Toscana, Comune di Firenze e città metro) alle categorie economiche tutte, alle grandi società come Pitti Immagine, Firenze Fiera, Maggio Musicale, Palazzo Strozzi, e poi Autogrill, Dufrital, l’Associazione “In Pista” e da qualche giorno anche il Teatro Tenda. Sono loro che si sono costituiti ad opponendum, assumendo una posizione in giudizio contraria al ricorso, che verrà valutata dal TAR insieme a tutto il resto.
Insomma, al netto delle strategie legali, il tema è quanto mai caldo: anche i sindacati stavolta sono divisi, con la CISL a favore e la CGIL che continua a considerare sbagliato il masterplan. Solo tra i denti, i detrattori dell’opera, ammettono che un eventuale bocciatura del ricorso li porterà a sedersi al tavolo, e magari –questo però non è stato detto – a trattare le compensazioni. Ma per ora resta ferma la data del 22 ottobre: meno di un mese al nuovo verdetto, per un’opera che ogni anno invecchia un po’ di più sulle scrivanie impolverate dei tribunali amministrativi.

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