Potrebbe essere Leonardo a prendere le redini della reindustrializzazione dello stabilimento Beko di Siena. Questo almeno è quanto ha comunicato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante l’incontro di queste ore a Roma sulla vertenza Beko. Una prospettiva che porterebbe il sito di viale Toselli a rivoluzionare la sua produzione passando dagli elettrodomestici alle tecnologie del colosso italiano dell’aerospazio e della difesa.
Non ci sono ancora certezze assolute, tanto meno su modi, tempi e tipologia di attività tra le tante della galassia Leonardo, ma è comunque una svolta per una realtà che attende da troppo tempo di conoscere il suo destino dopo quasi 60 anni di produzione sul territorio da parte della multinazionale turca. Chiuso un anno fa e confluito per la bonifica e la riqualificazione nella “Sviluppo Industriale Siena Srl”, partecipata da Invitalia e dal Comune di Siena, lo stabilimento deve restare un impianto industriale secondo quanto stabilito oltre un anno fa dall’accordo tra il ministero, la stessa Beko e i sindacati. Fino a ora la ricerca di progetti di riconversione da parte di altre società, non ha dato frutti. Oggi con l’interessamento di Leonardo potremmo essere a una svolta. Una svolta che riguarda in primis i 150 lavoratori rimasti, ormai la metà di quelli presenti a inizio vertenza. Anche se non è chiaro se saranno assorbiti tutti o solo in parte da Leonardo? Il ministro Urso non ne ha fatto cenno, così come non è chiara la ricaduta occupazionale di questa possibile riconversione industriale. Non resta che aspettare e sperare che l’annuncio si trasformi in impegni concreti.
FIRENZE - Svolta per Beko, arriva Leonardo
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