SIENA - MORTE DAVID ROSSI: LA REAZIONE DELLA FAMIGLIA

Nadia Tarantino
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Una trentina di righe nelle quali i nomi del presunto mandante e del presunto organizzatore di quella che doveva essere solo una intimidazione ma poi si è trasformata in un omicidio, non compaiono mai. Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi, moglie e figlia di David Rossi, il capo della Comunicazione del Monte dei Paschi morto il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio, nella sede centrale della banca a Siena, affidano il commento sulla svolta arrivata dalla Commissione parlamentare di inchiesta bis al loro avvocato, Carmelo Miceli.
Le prime righe sono di “apprezzamento per le attività della Commissione che hanno dimostrato scientificamente come la morte di David Rossi sia avvenuta in conseguenza di un omicidio”, circostanza sempre sostenuta dalla famiglia e dai suoi consulenti. Le successive righe sono di “sgomento per le notizie diffuse in merito alla presunta individuazione dei mandanti e degli esecutori della vicenda”: “La valutazione sull’attendibilità o meno delle testimonianze – si legge nella nota dell’avvocato Miceli – deve essere rimessa unicamente alla magistratura. La gravità di quanto riferito dal presidente della Commissione, impone un rigoroso vaglio dell’autorità giudiziaria, per troppo tempo – parole testuali – unica vera assente di questa drammatica vicenda”.
Antonella Tognazzi e Carolina Orlandi chiedono che la procura indaghi gli elementi portati a galla dalla Commissione, “nel pieno rispetto del contraddittorio e dei diritti di tutte le parti coinvolte”. La famiglia fa sapere di non escludere nessuna pista e spiega di “respingere l’idea che l’eventuale inattendibilità di singoli elementi o testimoni possa compromettere anni di lavoro”. “La famiglia – conclude la nota stampa – pretende un processo giusto nel quale esercitare pienamente le proprie prerogative di persone offese, affinché sia solo un’aula giudiziaria a individuare e condannare i veri responsabili dell’omicidio”.

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