PRATO - Al Centro Pecci ‘Cartoline’ la mostra conclusiva del primo ciclo di Supertoscana dedicato ad artisti e curatori under 36

La opere esposte interrogano il tema dell’ambiente e del paesaggio toscano da varie prospettive
Redazione
LIVE

E’ stata inaugurata al Museo per l’arte contemporanea Luigi Pecci “Cartoline”, la mostra conclusiva del primo ciclo di Supertoscana, il programma di residenze dedicato ad artisti e curatori under 36 promosso dal Centro Pecci e sostenuto dalla Regione Toscana con il progetto Giovanisì. La mostra interroga il tema dell’ambiente e del paesaggio toscano da varie prospettive: da un lato le vedute scelte per una rappresentazione ufficiale, patinata e stereotipata; e dall’altro i racconti, i ricordi e le contraddizioni delle esperienze di chi quei luoghi li attraversa. Le opere d’arte e gli interventi curatoriali presentati compongono una polifonia di voci e di sguardi, esito dei mesi trascorsi dai partecipanti alla residenza in diversi luoghi della Toscana e a contatto con comunità distanti per storia, persone e geografia. Il primo ciclo di Supertoscana ha coinvolto, oltre al Centro Pecci, B.A.C. (Baratti), Fondazione Magazzini Generali 48° 50° (Livorno) e Siena Art Institute Onlus.  La mostra ripropone questa dispersione e si articola in una serie di apparizioni diffuse negli spazi del Centro Pecci, interpretato come un paesaggio da abitare, un luogo dove sostare, uno strano oggetto da osservare a distanza o una piazza pubblica da percorrere insieme. Le curatrici, come tre cantastorie, intervengono in Cartoline con forme di narrazione e storytelling: alieni che discutono sospesi nelle sale progettate da Maurice Nio, un coro di corvi che canta racconti reali e immaginari e un podcast che ripensa la critica d’arte a partire dalle relazioni e gli affetti privati. Il mezzo della voce viene scelto per la sua possibilità di diffondersi, mescolarsi alle opere e attraversare le pareti del museo, ma anche per la sua transitorietà. In questo senso si sostiene una prospettiva che considera le storie orali, ancora prima della parola scritta, la trama segreta e in continua rielaborazione dei paesaggi, là fuori come quelli interiori. La mostra suggerisce la possibilità di esplorare il paesaggio toscano con occhi storti e orecchie aperte, lasciandosi attraversare da suggestioni e incontri inaspettati.

Articoli correlati

Qualcosa che sia per te.