Dodici imputati e undici condanne con il rito abbreviato per l’assalto ai portavalori portato a termine sulla Variante Aurelia, all’altezza di San Vincenzo, il 28 marzo dello scorso anno. Tre milioni di euro il bottino del colpo. La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio dal giudice delle udienze preliminari del tribunale di Livorno. La pena più alta, dieci anni, è quella inflitta a Francesco Palmas. Per alltri nove imputati, pene comprese tra 9 anni e 10 mesi e 8 anni e 4 mesi. Ridotta e non di poco, rispetto alla richiesta del pubblico ministero che chiedeva 14 anni, la condanna a carico di altri due uomini che presero parte al violento assalto: per loro sei anni di reclusione. Una sola assoluzione. La camera di consiglio è durata quattro ore: tante le posizioni, tanti gli elementi da valutare sulla base delle indagini condotte dai carabinieri. Il commando entrò in azione in pieno giorno, bloccando l’Aurelia con le auto appositamente rubate, e facendo esplodere una carica per sventrare uno dei mezzi blindati. Una scena da film, consumata sotto gli occhi degli automobilisti che con i loro telefonini filmarono le fasi dell’assalto. Tutti professionisti i componenti del gruppo armato, tutti sardi, tutti in trasferta per il colpo milionario studiato nei dettagli, pianificato nel tempo e infine messo in atto. Enorme il dispiegamento di forze: elicotteri, posti di blocco, raffica di perquisizioni. Telecamere e celle telefoniche misero subito gli investigatori sulla pista giusta. Gli arresti qualche mese dopo, a maggio.
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