TOSCANA - DENGUE: TOSCANA PRIMA IN ITALIA PER CONTAGI

Alessio Poggioni
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Pochi giorni fa la morte a Grosseto di un uomo che aveva contratto il virus West Nile, ha riacceso la preoccupazione sulle malattie virale trasmesse dagli insetti, in particolare le zanzare. E a questo proposito, il report realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità ha fornito i numeri dell’infezione: 700 casi in Italia da gennaio ad oggi, di cui oltre la metà che si sono manifestati nella forma neuro invasiva. Tra questi, si registrano 54 decessi, con una letalità pari al 14,6%.
Ma il report non si ferma alla West Nile, bensì fornisce il numero anche di altre arbovirosi, cioè malattie infettive trasmesse da animali vettori come zanzare e zecche. E la Toscana ne esce con un primato tutt’altro che invidiabile. Lo studio analizza infatti i casi di Dengue, Zika e Chikungunya. Ebbene, proprio riguardo la prima, la Toscana risulta essere la regione con più contagi in Italia in questo 2026: 66 casi in tutto, dove a preoccupare di più, tuttavia, sono quelli autoctoni, ben 31, cioè che sono stati contratti direttamente in Toscana. 35 invece quelli importati, che sono anche i più diffusi a livello nazionale. Va detto che essendo malattie virali molto contagiose, un focolaio autoctono può dar vita da solo a molti casi, come appunto successo con l’evento a Piombino che ha portato a 26 infezioni accertate; da qui le azioni messe in campo per eradicare il vettore, gli insetti, dato che la Dengue non si trasmette da persona a persona, ma soltanto attraverso la puntura di zanzara tigre. Oltre alla zona di Piombino, le province più colpite sono Firenze e Prato (l’ultimo caso registrato in questi giorni nel quartiere di Mezzana).
Diversa la situazione per quanto riguarda le altre due infezioni: la Zika – con soltanto tre casi in italia nel 2026, tutti importati dall’estero, segna comunque un contagio in Toscana, mentre per la Chikungunya i tre casi nostrani (anche qui tutte infezioni contratte all’estero) rientrano nella casistica nazionale. Tutti i casi di dengue, zika e chikungunya non hanno portato fino ad oggi a decessi, ma resta alta l’attenzione per i focolai che – anche a causa dei cambiamenti climatici – risultano in crescita anno dopo anno.

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