A sei mesi dai fatti – era la notte tra l’11 e il 12 aprile – è arrivato davanti al giudice delle udienze preliminari l’omicidio di Giacomo Bongiorni, carpentiere di 47 anni ucciso in una rissa in centro a Massa, in piazza Palma, davanti al figlio di 11 anni. In aula, scortati dalla polizia penitenziaria, i due giovani accusati di omicidio, lesioni e rissa aggravata: Eduard Carutasu e Alexandru Miron, 19 e 23 anni. Accolta la richiesta di rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena. Udienza fissata per il 7 dicembre quando sarà giudicato, anche lui con l’abbreviato, Gabriele Tognocchi, cognato della vittima, accusato di rissa.
La famiglia di Giacomo Bongiorni – i genitori, i figli e la compagna – si sono costituiti parte civile. E a costituirsi parte civile è stato anche uno degli imputati che chiede un risarcimento al cognato della vittima per le lesioni riportate durante la colluttazione.
Le immagini delle telecamere e le numerose testimonianze consentirono di ricostruire i tragici momenti in piazza Palma: una rissa scaturita forse da un rimprovero e poi, in un attimo, dalle parole ai fatti fino alla morte di Bongiorni sotto gli occhi del figlio e della compagna. Inutili i soccorsi, inutile ogni tentativo di rianimazione.
Nel procedimento ci sono altri tre imputati: un diciassettenne, ex pugile, accusato di aver preso materialmente parte all’aggressione, e altri due giovanissimi accusati di rissa e lesioni: nei loro confronti procede il tribunale per i minorenni di Genova. L’autopsia non ha chiarito quale dei colpi assestati sia stato quello fatale: si parla di concause: i pugni, il violentissimo impatto della testa contro l’asfalto, il calcio sferrato quando la vittima era già a terra e la conseguente emorragia cerebrale.
MASSA - OMICIDIO BONGIORNI: RITO ABBREVIATO A DICEMBRE
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