È il sovraffollamento, insieme alle carenze di organico e alle condizioni della struttura, il tema al centro delle reazioni alla rivolta del carcere Don Bosco di Pisa. Il Garante toscano dei detenuti Giuseppe Fanfani parla di un carcere «al collasso», dove qualsiasi episodio rischia ormai di innescare una protesta. Una situazione aggravata, secondo Antigone, da condizioni strutturali e igienico-sanitarie definite «terrificanti», con 303 detenuti a fronte di una capienza effettiva di 185 posti.
Dal fronte politico, Azione chiede al ministro della Giustizia Carlo Nordio un’informativa urgente in Parlamento sulla situazione delle carceri, a partire dal sovraffollamento e dalla carenza di personale, ma anche sul mancato potenziamento di formazione e lavoro per i detenuti. Il senatore leghista Manfredi Potenti annuncia invece un’interrogazione al ministero per chiarire quanto accaduto al Don Bosco, con particolare attenzione alla presenza di telefoni cellulari utilizzati per trasmettere la rivolta sui social. Il sindaco di Pisa Michele Conti ringrazia Polizia Penitenziaria e Forze dell’ordine e annuncia la disponibilità del sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni a visitare il carcere. Dal Comune arriva anche il richiamo agli interventi annunciati dal governo: nuovi posti, rafforzamento degli organici e sistemi per impedire l’uso abusivo dei cellulari. All’attacco, infine, Fratelli d’Italia con il consigliere regionale Petrucci: “Al Don Bosco – ha detto – il 60% degli occupanti sono stranieri. Serve accelerare le espulsioni degli immigrati che delinquono, anche con la realizzazione di un CPR”.
PISA - RIVOLTA NEL CARCERE DON BOSCO: LE REAZIONI
LIVE
6