Due realtà pratesi unite per un viaggio di formazione. Il Museo della Deportazione e Capviaggi, hanno permesso, grazie al sostegno della Regione Toscana, a circa 600 studenti di partecipare al “Treno della Memoria”. A sette anni dall’ultimo viaggio la Fondazione Museo della Deportazione e della Resistenza è tornata ad organizzare il “Treno della Memoria” della Regione Toscana, un viaggio di formazione per toccare con mano i luoghi che raccontano gli orrori della storia. Il viaggio che si è concluso il 27 marzo ha visto la partecipazione di studenti e studentesse provenienti da 46 istituti scolastici toscani, insieme a docenti, rappresentanti di associazioni e a gruppi universitari degli atenei di Firenze, Pisa e Siena. Accompagnati dalla delegazione regionale guidata da Alessandra Nardini, assessora all’Istruzione con delega alle politiche della Memoria, i ragazzi hanno visitato il Museo Statale di Auschwitz-Birkenau, luoghi simbolo degli orrori della Shoah e della Seconda Guerra Mondiale.
Un viaggio complesso, impegnativo, con un mezzo di trasporto “lento” rispetto ai nostri tempi. La risposta che è arrivata dai quasi 600 giovani partecipanti è stata più che positiva. Il viaggio in treno ha consentito di creare legami, di condividere esperienze, di dare a ragazzi e ragazze che dal 2020 hanno vissuto una “rivoluzione” dei rapporti interpersonali, un’opportunità unica di condivisione. “Quando il peso della storia ci schiacciava, c’era sempre l’abbraccio o il silenzio condiviso di un compagno a sorreggerci. Questo viaggio ha confermato che la memoria dev’essere scomoda e plurale”. Sono le parole di Fernando Sincero Junior, studente dell’Università degli Studi di Firenze che testimoniano di tante altre riflessioni che hanno confermato la validità del Treno della Memoria.
Capviaggi ha curato l’intera organizzazione tecnica e logistica del viaggio, ha coordinato i trasferimenti degli studenti dalle varie province toscane fino a Firenze, prima della partenza del treno speciale, avvenuta lunedì 23 marzo. Una volta in Polonia, Capviaggi ha assicurato la continuità organizzativa del viaggio. “Per Capviaggi è stato un onore mettere la propria esperienza organizzativa al servizio di un progetto così importante — afferma l’azienda —. Il Treno della Memoria rappresenta un viaggio educativo fondamentale, che contribuisce a preservare la memoria storica e a trasmettere alle nuove generazioni i valori della democrazia, della responsabilità e del rispetto.”
Per molti studenti si è trattato di un’esperienza profondamente toccante, resa ancor più significativa dalla testimonianza delle sorelle Alessandra e Tatiana Bucci, sopravvissute alla deportazione e internate nel campo nazista quando avevano soltanto 4 e 6 anni. Hanno dimostrato ancora come il loro racconto non si fermi alla storia che hanno vissuto, ma sia un mezzo potente di apertura a riflessioni sull’attualità: le discriminazioni, le prevaricazioni, la violenza e le ingiustizie dei nostri giorni, e nelle quali i giovani spesso si ritrovano smarriti, senza una speranza nel futuro.
Anche nel 2026, grazie alla collaborazione tra istituzioni, scuole, associazioni e partner tecnici, il Treno della Memoria si conferma un’iniziativa essenziale per mantenere viva la consapevolezza del passato e promuovere una cultura della pace, dei diritti e della memoria condivisa.