I carabinieri di Montemurlo hanno arrestato stamani 5 novembre due dei presunti rapinatori della sala slot di via Riva a Montemurlo, mentre un terzo complice è tuttora ricercato. Il colpo avvenne il 22 maggio dello scorso anno ma solo adesso, al termine di una lunga e complessa attività investigativa, il gip ha emesso su richiesta della procura le tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti cittadini rumeni di 24, 29 e 35 anni. Ne dà notizia il procuratore Luca Tescaroli. In particolare i tre sono accusati di essere entrati in azione con il volto completamente travisato facendo irruzione nella sala slot e bloccando la titolare dell’esercizio commerciale all’interno dell’ufficio. Uno dei rapinatori, armato di pistola, aveva poi minacciato la donna per farsi consegnare i soldi conservati nella cassaforte che, una volta aperta risultava però essere vuota. I banditi erano comunque fuggiti con 5mila euro prelevati dalla cassa, utilizzando per la fuga un’auto risultata rubata a Prato pochi giorni prima e abbandonata a poca distanza dalla sala slot, dove evidentemente avevano un’altra vettura a disposizione.
Proprio dagli accertamenti sull’auto era partita l’indagine, dopo che una pattuglia dei carabinieri aveva controllato il giorno successivo in via Labriola, sempre a Montemurlo, un veicolo a bordo del quale erano stati identificati quattro uomini di nazionalità rumena, tutti pluripregiudicati. Il lavoro investigativo, svolto anche con l’analisi delle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza e l’acquisizione delle celle telefoniche dei cellulari, hanno portato gli inquirenti a identificare i tre stranieri come gli autori del colpo.
“L’impiego delle armi – spiega Tescaroli -, il travisamento, la rapidità e la freddezza mostrata dai malviventi in azione e la disponibilità di un mezzo destinato all’immediato allontanamento disvelano, secondo il giudice, una seria capacità criminale del commando operativo ed escludono che si tratti di una condotta estemporanea”.
I due rapinatori in manette sono stati portati uno alla Dogaia mentre il secondo, fermato a Roma, si trova a Rebibbia. Il complice ancora latitante è ricercato in quanto già destinatario di mandato di arresto europeo, sempre per rapina commessa in un altro Stato.