Un passo in avanti nella qualità dell’assistenza nutrizionale in ambito ospedaliero. Parte proprio dall’ospedale Santo Stefano dell’Asl Toscana centro il progetto pilota “IoSano”, nato dall’integrazione tra diverse professionalità: medici specialisti della SOC ORL 1, logopedisti, nutrizionisti e operatori della ristorazione. Grazie a un approccio multidisciplinare, il progetto consente di definire proposte alimentari personalizzate, calibrate sul quadro clinico e sul percorso terapeutico di ciascun paziente, con l’obiettivo di rendere il cibo un elemento centrale nel processo di cura e riabilitazione.
“IoSano” è inserito all’interno del più ampio progetto “Il gusto nel percorso di cura” con l’obiettivo di rendere il cibo un elemento centrale nel processo di cura e riabilitazione. Grazie a un macchinario di ultima generazione installato nella cucina dell’ospedale, il cibo viene trasformato in una mousse adatta alla deglutizione sicura per i pazienti disfagici, senza alterare il gusto delle pietanze.
“Siamo molto soddisfatti di questo progetto, che riconosce all’alimentazione un ruolo centrale nel percorso di cura dei pazienti con disfagia – ha dichiarato il direttore generale Valerio Mari – Non si tratta solo di un intervento assistenziale, ma di un modello di presa in carico integrata che mette al centro la persona. È anche la dimostrazione della capacità del nostro sistema sanitario di innovare e rispondere in modo concreto a bisogni spesso poco visibili. Un ringraziamento sentito va a tutti i professionisti coinvolti, che con competenza e dedizione hanno reso possibile questo risultato”.
L’iniziativa è stata realizzata grazie al supporto del gestore dei servizi Ge.sat e alla stretta collaborazione con il provider della ristorazione Markas.
Il progetto valorizza il ruolo del pasto non solo come bisogno quotidiano, ma con una funzione terapeutica, nutrizionale ed emotiva. I piatti proposti, pur adattati nelle consistenze per garantire sicurezza, mantengono sapori e caratteristiche del tutto simili a quelli originali -dal risotto alla milanese alla parmigiana di melanzane, fino al tiramisù – contribuendo a migliorare l’appetito e il benessere del paziente, con ricadute positive anche sui tempi di recupero.
Il progetto pilota vede la stretta collaborazione della SOC ORL 1 Firenze-Prato-Pistoia dell’Asl Toscana Centro, diretta dal dottor Antonio Sarno, responsabile anche dell’HUB aziendale di Chirurgia complessa Testa-Collo dell’ospedale Santo Stefano. La struttura rappresenta un centro di riferimento per il trattamento dei tumori del distretto testa-collo, patologie che spesso comportano disfagia, e lavora da anni sul recupero dell’alimentazione nei pazienti, sia in fase pre-operatoria sia nel post-trattamento.La disfagia, ossia la difficoltà ad alimentarsi, è una condizione clinica altamente invalidante che interessa il 15% della popolazione over 65, l’80% dei pazienti post-ictus, oltre a persone affette da patologie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e SLA, da sindromi neuro-infiammatorie come la sclerosi multipla e da tumori delle vie aereodigestive superiori.
“L’impegno – ha spiegato il dottor Antonio Sarno – è quello di sviluppare un percorso di recupero dell’alimentazione anche per pazienti dimessi dall’ospedale, supportandoli nel processo riabilitativo, coinvolgendo i caregiver e aumentando la consapevolezza su una problematica altamente invalidante. L’obiettivo è quello di restituire autonomia e ridurre complicanze. Ringrazio L’Azienda e il Dipartimento delle specialistiche chirurgiche per il fondamentale supporto”.
Il progetto si integra inoltre con un percorso più ampio che prosegue dopo la dimissione ospedaliera. Attraverso ambulatori dedicati alla disfagia presenti nei territori di Firenze, Prato e Pistoia, i medici specialisti e i logopedisti lavorano sul completamento della riabilitazione dei pazienti, sia dopo interventi chirurgici sia in presenza di disfagia dovuta ad altre cause, come patologie neurologiche, infiammatorie, vascolari, degenerative o legate all’invecchiamento. La sperimentazione di questa prima parte del progetto dedicata ai pazienti con neoplasie del distretto testa collo terminerà l’11 maggio. Il servizio verrà poi esteso a tutti i degenti con disfagia dell’ospedale che ne abbiano necessità, con una fornitura media prevista di oltre 100 pasti al giorno.
Alla presentazione è intervenuta l’Assessora regionale alla cultura, che ha annunciato l’evoluzione del progetto in un’iniziativa editoriale: un libro che raccoglierà ricette dedicate ai pazienti disfagici, sviluppate con il contributo di uno chef stellato. Un modo concreto per coniugare salute, cultura e qualità della vita, restituendo al momento del pasto sicurezza, ma anche piacere e socialità. Il presidente della Regione Toscana ha infine evidenziato il valore strategico dell’iniziativa. Il macchinario utilizzato consente infatti di trasformare gli alimenti in preparazioni sicure e al tempo stesso appetibili, migliorando significativamente l’esperienza del paziente. Un risultato che premia la visione, la collaborazione e la passione di chi ha creduto in questo progetto.