Lotta. Lotta e resistenza. E’ questo il Ferragosto che Sudd Cobas si prepara a trascorrere nei quattro presidi attualmente aperti nell’ambito della vertenza contro i 95 licenziamenti annunciati da Acca, azienda di logistica con sede centrale a Seano, ai piedi delle colline di Carmignano. Nulla ferma la lotta del sindacato autonomo che già in passato ha dimostrato che la resa non fa parte del suo dna. Neppure le temperature proibitive di queste settimane hanno convinto a fare un passo indietro: picchetti attivi 24 ore su 24, senza sosta dal 19 giugno quando è cominciata l’ennesima vertenza a tutela degli operai. “La nostra lotta – dice Francesca Ciuffi – non è solo per questi 95 lavoratori, e già basterebbe, ma è per tutti. E’ una lotta per cambiare il sistema fondato su caporalato e sfruttamento. E’ una lotta per costruire un distretto più giusto che metta al centro i diritti e la tutela delle persone”.
Il 15 agosto sarà un giorno come tutti i 57 già trascorsi davanti ai cancelli della Acca in via Copernico. Lotta e resistenza, ma anche un giorno di festa da trascorrere con iscritti, simpatizzanti, attivisti che per un motivo o per un altro non sono in vacanza: “Invitiamo tutti, proprio tutti a venire a trovarci – dice Francesca Ciuffi – sarà occasione per passare del tempo insieme, per raccontare questa vertenza, per mangiare qualcosa insieme. Tutti sono i benvenuti, qui c’è posto per chiunque vorrà aggregarsi”.
Sudd Cobas da anni porta avanti battaglie per l’affermazione dei diritti dei lavoratori. E’ ormai storia lo slogan ‘8×5’, cioè otto ore di lavoro per cinque giorni a settimana, urlato nelle piazze, sventolato con gli striscioni, stampato sulle magliette, preteso davanti ai cancelli delle fabbriche. E tanti imprenditori hanno alzato le mani e sono corsi ai ripari firmando contratti regolari. Lo aveva fatto anche Acca qualche tempo fa, salvo poi annunciare i licenziamenti per la chiusura definitiva dell’attività dopo le vicende penali. Per Sudd Cobas una finta chiusura, per meglio dire un ‘chiudi-riapri’ sotto altro nome e con nuova forza lavoro in sostituzione degli operai con regolare contratto. Ecco che il picchetto continua a oltranza, fino a quando i 95 posti di lavoro non troveranno continuità e garanzie. “Il caldo di questi giorni ha reso tutto più faticoso – ancora Francesca Ciuffi – ma nessuno molla: ci organizziamo, facciamo i turni, siamo sempre presenti ai presidi in corso”. Sono quattro i presidi: Seano, Campi Bisenzio, Osmannoro e Pistoia. “Siamo davanti ai cancelli di stabilimenti riconducibili a questa vertenza”, viene spiegato.
Attorno al sindacato autonomo una catena di solidarietà ormai ben oliata: “C’è chi viene a portare acqua, chi frutta, chi ghiaccio, chi viene a fare due parole con gli operai, e poi cresce la raccolta fondi per la ‘cassa resistenza’ dei lavoratori della Acca, fondi che servono, appunto, a resistere, a continuare la lotta”. Non sono solo cittadini e lavoratori a manifestare la loro vicinanza: “I circoli Arci portano la cena tutti i giorni – dice la sindacalista – si sono messi d’accordo e ci stanno accanto così”.
Una lotta che non è solo davanti alle fabbriche: i clienti della Acca, vale a dire i pronto moda che si servivano del servizio di logistica e spedizioni, e qualche autotrasportatore, hanno intrapreso la via giudiziaria per tornare in possesso delle merci che erano stoccate nel magazzino di via Copernico all’inizio dello sciopero e lì sono rimaste. “Nessun giudice ha dato loro ragione – sottolinea Francesca Ciuffi – ci sono reclami in attesa di pronunciamento e noi resistiamo”.
E mentre la città si svuota, mentre c’è chi sceglie tra mare e montagna e chi resta fedele all’aria condizionata di casa o dei centri commerciali, Sudd Cobas continua a chiedere diritti, tutele, giustizia. “Da qui non ci muoviamo”. E chi conosce la storia del sindacato autonomo, sa che tende, sedie, tavolini, brandine, bandiere e striscioni non saranno smobilitati. (nadia tarantino)