PRATO - Piscina di Iolo, i tecnici del Comune si difendono: “Ricostruzione parziale, abbiamo fatto il possibile per salvare il finanziamento Pnrr”

Gli uffici comunali sottolineano che la vicenda va oltre la narrazione del consigliere comunale Targetti che sulla mancata realizzazione e sui costi pubblici ha presentato due esposti: "Non ha fatto richiesta di accesso agli atti e non è a conoscenza del fascicolo amministrativo". E di nuovo: "Continuiamo a lavorare per realizzare l'opera". L'assessore Romei: "Da Targetti mera speculazione politica priva di concreta utilità"
Nadia Tarantino
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A rispondere alle contestazioni sulla mancata realizzazione della piscina a Iolo sollevate da Jonathan Targetti, consigliere comunale de ‘L’Alternativa c’è’, con tanto di esposti alla Corte dei Conti e alla procura della Repubblica in ordine alla revoca del finanziamento Pnrr (6 milioni e mezzo) e al mutuo acceso nel 2023 (9 milioni e mezzo), sono oggi, venerdì 21 agosto, i non meglio specificati “uffici del Comune di Prato”. Una nota stampa ripercorre la storia – di piscina si è cominciato a parlare nel 2019 – e bolla come parziale la ricostruzione del consigliere comunale: “Una ricostruzione – si legge – basata sui soli documenti reperiti online non restituisce la complessità della vicenda”.

Molto di quello che viene ripercorso dagli uffici del Comune è già stato detto dal sindaco qualche giorno fa.

Primo: “La perdita del finanziamento non significa che l’opera non si possa realizzare, si sta, anzi, continuando a lavorare proprio per questo obiettivo”.

Secondo: “I rilievi emersi sul progetto sono stati affrontati con soluzione tecniche idonee”.

Terzo: “Il mutuo è ancora acceso in virtù del fatto che gli uffici comunali stanno proseguendo nell’iter di realizzazione dell’opera”.

Altri due punti vengono evidenziati dagli uffici: “Esposto o no, sulla vicenda saranno attivati i controlli della Corte dei Conti come succede per tutti i finanziamenti Pnrr revocati. Targetti non ha presentato istanza di accesso agli atti finalizzata all’acquisizione del fascicolo amministrativo relativo all’intervento: la disponibilità di alcuni documenti sul sito istituzionale non equivale alla conoscenza dell’intero procedimento”.

Da quanto spiegano gli uffici del Comune, c’è altro e c’è in particolare il fatto che “le verifiche progettuali hanno evidenziato non conformità che hanno inizialmente impedito la validazione degli elaborati, rendendo necessari ulteriori passaggi e una significativa riformulazione del progetto che hanno consentito la validazione da parte degli organi competenti”. Insomma, le criticità a cui ha fatto riferimento Targetti sono state affrontate e superate, secondo quando si legge nel comunicato. “Non risulta, in ogni caso, alcun atto che abbia dichiarato l’impossibilità tecnica di realizzare la piscina”.

Quanto ai ritardi, gli uffici spiegano che tutto è dipeso “dal tempo progressivamente accumulatosi nelle precedenti fasi di appalto, in particolare nella produzione e nel completamento della progettazione posta contrattualmente a carico dell’aggiudicatario”. E intanto gli uffici che hanno fatto? “Gli uffici hanno continuato a perseguire l’interesse pubblico alla realizzazione dell’opera e alla conservazione del finanziamento finché tale obiettivo è risultato concretamente perseguibile sulla base degli elementi allora disponibili”.

Nel comunicato si parla di appalto, anzi più precisamente di “appalto integrato” (“la progettazione definitiva ed esecutiva costituiva un’obbligazione dell’operatore economico aggiudicatario”) ma senza mai fare il nome né del soggetto a cui il Comune ha affidato l’iter dell’appalto né la Rti e il capofila che lo ha vinto.

Insomma, è parziale la storia restituita da Targetti che – ripetono di nuovo gli uffici comunali – “se avesse fatto accesso agli atti, avrebbe avuto visione dell’intero fascicolo amministrativo”. Ma mentre il consigliere comunale ha scaricato, letto, esaminato e messo in fila i 27 atti che sono stati poi allegati agli esposti, le parti evidentemente più salienti che mancano non vengono dettagliate nel comunicato stampa di oggi nel quale si legge che “risultano sostanzialmente assenti elementi relativi alle contestazioni rivolte all’appaltatore, alle non conformità progettuali rilevate, alle penali applicate, alle difficoltà incontrate dal gruppo di progettazione indicato dall’aggiudicatario, alla sua successiva sostituzione, alle attività dei verificatori, alle interlocuzioni con il Collegio consultivo tecnico e alle attività svolte successivamente”.

Quanto all’opera – come già detto – tutto è ancora in piedi: “Gli uffici stanno affrontando due questioni distinte – viene spiegato – da un lato, il futuro della piscina e le modalità di realizzazione, dall’altro, la valutazione delle posizioni contrattuali maturate nel corso dell’appalto e delle iniziative necessarie alla tutela degli interessi economici e patrimoniali del Comune. Si questo secondo fronte, gli uffici hanno già avviato le proprie valutazioni e intendono tutelare integralmente le ragioni dell’Ente”.

A difesa dell’operato degli uffici comunali interviene anche l’assessore allo Sport Enrico Romei: “Abbiamo piena fiducia nei nostri uffici, con loro e con le società preferiamo parlare di soluzioni e di strategie per realizzarle – dice -. La polemica fine a se stessa, invece, non risponde ai bisogni dei cittadini né all’interesse della città”.

Romei guarda poi avanti: “Riprenderemo le interlocuzioni con la Federazione Nuoto per l’eventuale interesse legato all’opera, lavorando in parallelo con Dipartimento dello Sport e Sport e Salute per individuare il percorso più efficace in termini di tempo realizzativo e pubblica utilità, senza precludere scenari – continua -. Il confronto è necessario ed aperto a tutti, comprese le opposizioni, ma diventa costruttivo quando è orientato alla soluzione dei problemi. Parlare di spreco di denaro pubblico quando si intende realizzare l’impianto sportivo più importante della città vuol dire mancare di rispetto a tutto quel mondo sportivo natatorio che ha il diritto ed il bisogno di vederlo realizzato quell’impianto, assieme alla riqualificazione della piscina Colzi-Martini che andremo presto a porre in opera”.

“Per la parte tecnica – aggiunge Romei – si può affermare che il progetto definitivo dell’opera è già di per sé conforme alle norme vigenti, secondo un normale processo di adozione dei pareri espressi dagli Enti competenti in conferenza di servizi anche per quanto riguarda l’aspetto igienico sanitario ed ambientale. Si tratta dunque di controlli già previsti e attivati dalle procedure di legge e che rendono l’iniziativa del consigliere Targetti priva di concreta utilità aggiuntiva, se non quella di fare populismo mediatico”.

Per quanto riguarda i rapporti con la Ferraro Spa, come riportato dalla nota tecnica degli uffici, “il Comune non è mai rimasto a guardare – sottolinea Romei -: gli uffici tecnici hanno attivato tempestivamente tutti gli strumenti di legge, emettendo ben 242 giorni di penali economiche solo nella fase del ritardo progettuale, presidiando le procedure a protezione dell’erario pubblico e monitorando l’andamento dell’opera in tutte le sue fasi. Tale azione è stata portata avanti anche dal commissario Sammartino, il quale ha confermato la coerenza e la trasparenza dell’azione amministrativa nell’esclusiva volontà di portare a compimento l’opera, azione che continua ancora oggi con questa giunta”.  (nt)  

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