È andata oltre le aspettative la prima edizione del Prato Crime Festival, che da venerdì ha portato in città pubblico, esperti, giornalisti e protagonisti della cronaca.
Tre giorni di incontri, dibattiti, testimonianze, podcast e cinema, distribuiti in diversi luoghi del centro: sedici appuntamenti per raccontare il crimine non soltanto attraverso la cronaca nera, ma provando a capire cosa c’è dietro, quali sono i meccanismi della violenza e come cambia la società.
Grande partecipazione agli incontri con alcuni dei nomi più attesi, da Sigfrido Ranucci a Roberta Bruzzone, e alle iniziative dedicate a temi particolarmente sensibili: la violenza di genere, i serial killer, il carcere, la criminalità organizzata e le cosiddette guerre ibride.
Nato sulla scorta del ben noto Torino Crime Festival, grazie al lavoro di Fabrizio Vespa e Alessandro Rubino, insieme a molti altri, l’evento ha interessato vari luoghi della città, dal Giardino Buonamici a quello della Passarella, dal Palazzo Vai al Teatro Politeama, oltre a realtà private come il Caffè Poirot o lo Spazio Eventi di Balli Il Lanificio.
Ma la vera chiave del festival è stata quella di andare oltre il semplice racconto del delitto, mettendo a confronto punti di vista diversi: quello degli investigatori e dei criminologi, dei giornalisti, degli studiosi e di chi ogni giorno si occupa di queste realtà.
E proprio il pubblico, numeroso e in molti casi superiore alle attese, sembra aver confermato l’interesse per un appuntamento che punta a diventare un nuovo spazio di confronto per la città.
La prima edizione si chiude questa sera con l’ultimo appuntamento in programma, l’incontro con la criminologa Roberta Bruzzone, alle ore 21 all’Auditorium della Camera di Commercio di Prato.
PRATO - NUMERI DA RECORD PER LA PRIMA EDIZIONE DI PRATO CRIME
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