PRATO - Davanti al giudice la questione della incandidabilità e ineleggibilità di Matteo Biffoni: udienza rinviata al 21 ottobre

La presidente del Tribunale chiamata a decidere sul ricorso presentato da un cittadino dopo che il tema era stato sollevato nel corso della campagna elettorale da Jonathan Targetti
Nadia Tarantino
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Biffoni ter, se ne riparla il 21 ottobre quando il tribunale di Prato si pronuncerà sulla questione della presunta incandidabilità e ineleggibilità di Matteo Biffoni a sindaco di Prato. Oggi, mercoledì 30 settembre, nel corso della prima udienza al termine della quale sono state chieste note integrative alla documentazione già depositata, gli avvocati Bruno Campagni per conto di Brenno Bianchi, firmatario del ricorso, e Francesco Marone per conto di Biffoni (assente per un impegno istituzionale che lo ha portato in Australia), hanno discusso le loro posizioni. Presente anche il procuratore, Luca Tescaroli, che ha parlato di “questione di costituzionalità che va valutata con molta attenzione” dal momento che “la durata del mandato intermedio non è considerata dalla norma”. Norma che si presta a diverse interpretazioni e che mostra lacune. L’articolo 51 secondo comma del Testo unico sugli enti locali dice che “chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco non è, allo scadere del secondo mandato, immediatamente ricandidabile alle medesime cariche”. Immediatamente cosa significa? “Il testo della norma – dice Bianchi – non prevede un tempo minimo che deve intercorrere tra una ricandidatura e l’altra, indica che non ci si può immediatamente ricandidare ma non specifica la durata del tempo mediato. In teoria, secondo l’interpretazione che si può dare alla legge, anche un mandato di un solo giorno potrebbe essere costituzionalmente possibile e questo esporrebbe la democrazia al rischio di sindaci eletti con prospettiva di dimissioni”.

La questione Biffoni ter esplode durante la campagna elettorale quando Jonathan Targetti, allora candidato sindaco e oggi consigliere comunale della civica ‘L’alternativa c’è”, si interroga e pone dubbi. Si rincorrono una serie di pareri di avvocati ed esperti della materia, fino al ricorso di Brenno Bianchi. Chiusa la parentesi di un anno della sindaca Bugetti, eletta dopo i due mandati di Biffoni e dimissionaria in seguito all’avviso di garanzia per corruzione, poteva riproporsi come primo cittadino proprio Biffoni? La domanda è semplice, la risposta invece non lo è per nulla. Nel ricorso si punta molto alla continuità amministrativa tra i due mandati pieni di Matteo Biffoni, lo spezzone di Ilaria Bugetti e il ritorno, appunto, di Biffoni. Lungo l’elenco del significato, nei fatti, di continuità: nel ricorso, il dettaglio è preciso e puntuale e comprende anche il mantenimento dei dirigenti comunali come “dimostrazione plastica dell’assenza di una reale rottura”.      

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