Si è concluso il collaudo delle paratie sull’Arno che proteggeranno Firenze dalle grandi piene alzando la barriera di 2,60 metri sul Lungarno delle Grazie e 2 sul Lungarno Acciaiuoli. Potranno essere montate in 8 ore dall’avvio delle operazioni, anche se il tempo potrà essere ridotto in caso di necessità. Parliamo di una protezione non da eventi improvvisi come bombe d’acqua ma di piogge lunghe e consistenti facilmente prevedibili. Le paratie mobili riguardano il punto più stretto dell’Arno, intorno a Ponte Vecchio: 250 metri sul Lungarno Acciaiuoli e 270 sul Lungarno delle Grazie proprio dove il fiume ha rotto nel ’66 facendo i danni maggiori. Con queste paratie, settate proprio su una portata duecentennale di un’alluvione come quella, la situazione sarebbe stata ben diversa (anche se, ripetono dalla protezione civile, il rischio zero non esiste). Nel loro complesso questi interventi permetteranno di incrementare la capacità di deflusso del tratto urbano dell’Arno a Firenze dagli attuali 3200 m³ al secondo fino a circa 3500 m³ al secondo riducendo in modo significativo il rischio di esondazione nelle aree più esposte. Il fatto che l’Arno in caso di piena non esondi a Firenze non metterà in pericolo le zone più a valle. Le paratie mobili sono solo uno degli interventi a protezione di Firenze. Non solo le casse di espansione di Figline ridurranno la portata del fiume prima che arrivi in città ma nel tratto urbano ci sono altre barriere (fisse o semi fisse) lungo un percorso di 5km in riva destra idraulica (dal ponte Santa Trinita alla Nave a Rovezzano e 2,5 in riva sinistra idraulica (dal Ponte Vespucci a Santa Trinita). Il costo totale di queste barriere, comprese le squadre della protezione civile necessarie al loro funzionamento, è di 15 milioni di euro, tutti provenienti dal PNRR
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