La popolazione straniera residente in Toscana ha raggiunto nel 2025 433.381 persone, pari all’11,8% del totale dei residenti, un numero che colloca la regione al terzo posto in Italia per incidenza dopo Emilia Romagna e Lombardia. E’ quanto emerge dal Rapporto sull’immigrazione curato da Regione e Anci. La percentuale – specifica il rapporto – sale al 15% se si considera anche la quota di popolazione con background migratorio (cittadine e cittadini italiani nati all’estero e seconde generazioni). Un radicamento profondo, che dal 1991 (quando le persone residenti straniere erano appena lo 0,6% del totale) a oggi ha consentito alla popolazione toscana di restare numericamente stabile grazie a una crescita della componente straniera (+410 mila persone) che ha compensato la perdita di oltre 280 mila italiani. Non c’è una geografia uniforme in regione e la distribuzione ricalca la geografia delle opportunità economiche e dell’accessibilità ai servizi: l’incidenza varia dal 6,75% al 22,46%, un rapporto di oltre uno a tre. Il picco si registra nella zona Pratese, dove più di una persona residente su cinque ha cittadinanza straniera, seguita dalle zone dell’asse centrale (Empolese-Valdarno-Valdelsa, Firenze, Val di Nievole); i valori minimi si osservano invece nelle aree costiere meridionali, insulari e appenniniche. Tra i dati spicca il cambio nel 2025 al vertice della graduatoria per cittadinanza: la comunità cinese diventa la prima della regione (69.255 residenti), superando quella romena (68.882). Il vero motore del radicamento – fotografa il Rapporto – viene da chi è nato in Italia. Dall’osservazione dei flussi scolastici risulta che nell’anno 2024/25, su 67.899 studenti con cittadinanza non italiana (il 17,1% degli iscritti complessivi), circa due alunni stranieri su tre sono nati nel nostro Paese, con un picco che nella scuola primaria raggiunge il 20,3%.In occasione della Presentazione del Rapporto è stato anche redatto, dopo dieci anni dall’ultima edizione, il Libro Bianco in cui la Regione ha raccolto le pratiche di accoglienza che considera virtuose (il cosiddetto “modello toscano”) da proporre a livello nazionale ed europeo.
FIRENZE - IN TOSCANA L’IMMIGRAZIONE È DIVENTATA STRUTTURALE
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