Le giornate Fai d’Autunno sono giunte alla 15esima edizione e il 10 e 11 ottobre apriranno le porte di oltre 700 luoghi straordinari in 350 città d’Italia. Particolare attenzione è rivolta all’artigianato e al Made in Italy e i luoghi scelti su Prato vanno proprio in questa direzione. Torneranno ad essere visitabili, dopo l’apertura rispettivamente nel 2017 e 2019, Villa Strozzi di Bagnolo, conosciuta anche come Villa Marchesi Pancrazi (via Montalese,156 Montemurlo) e il “Lanificio Marco Lucchesi – Vivere in Tessuto” (via Carradori,32 Prato). “L’edizione di quest’anno delle Giornate Fai d’Autunno – ha dichiarato Rosita Galanti Balestri, presidente regionale Fai Toscana – presta particolare attenzione all’artigianato italiano, alla creatività produttiva del Made in Italy. Prato spicca in questo percorso nel raccontarci proprio la sua storia operosa dalla voce di chi ci lavora e vive ogni giorno. Grazie speciale ai volontari che non soltanto in queste Giornate, ma per tutto l’anno si impegnano con passione per offrire alla popolazione sempre nuove proposte”. “I luoghi aperti a Prato per questa edizione delle Giornate Fai d’Autunno – ha sottolineato Filippo Alessi, capodelegazione Fai Prato – sono un elemento distintivo della nostra realtà, ci permettono di far conoscere da vicino il territorio, attraverso la sua storia e i suoi talenti, ma anche scoprendo curiosità, perché per curare il nostro patrimonio, bisogna vederlo e raccontarlo”.
Due giornate che consentiranno di riscoprire il patrimonio culturale, contribuendo anche in modo concreto a tutelarlo e valorizzarlo grazie alle visite guidate. I due luoghi scelti su Prato testimoniano il saper fare e la produttività del territorio. Ad accogliere i vari gruppi saranno direttamente i proprietari dei luoghi che ne racconteranno la storia. La fabbrica oggi guidata dalla quarta generazione della famiglia Lucchesi nel suo archivio raccoglie oltre un secolo di collezioni di filati e tessuti, fra tradizione e innovazione. Villa Strozzi rappresenta la caratteristica villa- fattoria toscana dove si produce, rarità per la nostra regione, vino Pinot nero in un fortunato incontro tra il passato e la modernità.
L’assessora alla Cultura, Ilaria Santi ha sottolineato: “Le iniziative del Fai organizzate negli anni esprimono una grande sinergia fra spazi della città vocati alla produzione che diventano spazi culturali e i luoghi d’arte rimasti sconosciuti. Quello del Fai è un modo di narrare che avvicina tutti, fa partecipare tutti, insegna alla comunità rispetto, cura e tutela dei nostri beni”. Apprezzamento per il lavoro del Fai anche da parte Giuseppe Forastiero, vicesindaco e assessore alla cultura del comune di Montemurlo: “Quando nel 2017 il Fai scelse anche il comune di Montemurlo per raccontare la provincia pratese valorizzò le nostre ricchezze rimaste offuscate dalla realtà tessile. A distanza di quasi dieci anni, nei nostri luoghi si fa turismo, c’è riconosciuto un patrimonio storico, artistico e naturalistico in forte crescita turistica”.
Le visite guidate, aperte a tutti, saranno sabato 10 e domenica 11 ottobre dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso alle 17). Non è necessaria la prenotazione. Le visite sono a contributo libero per sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano. In occasione di questo weekend speciale, ogni iscritto al Fai e chi farà la tessera per la prima volta potrà beneficiare dell’accesso prioritario, con una tariffa a quota agevolata di 10 euro. Sul sito del Fai è inoltre possibile votare tra i “Luoghi del cuore del Fai” Villa del Palco per ottenere un contributo economico utile per la ristrutturazione della Villa.