Come restare umani nell’epoca dell’intelligenza artificiale? E’ stata la domanda al centro dell’evento organizzato al Teatro Nazionale da Unicoop Firenze che per riflettere sul quesito ha chiamato ad intervenire esperti e intellettuali. “Le cooperative di consumo – ha ricordato la Presidente di Unicoop Firenze – sono nate proprio dopo la rivoluzione industriale per rispondere all’impoverimento della società. C’era chi avrebbe voluto distruggere le macchine (la parola “sabotaggio” le ha fatto eco Stefano Massini, deriva proprio dai sabot, gli zoccoli che le tessitrici francesi infilavano nei telai a vapori impaurite che potessero rubargli il lavoro), chi invitava a un uso consapevole della nuova tecnologia” Sappiamo come è andata a finire ma si trattò sicuramente di un cambiamento epocale. 140 anni dopo – con l’ingresso ormai acclarato dell’intelligenza artificiale – siamo di fronte a un altro cambiamento epocale e Unicoop ha voluto stimolare la riflessione su come non perdere l’umanità anche dei processi organizzativi. Tra gli ospiti Stefano Massini che ha ricordato come l’AI potrebbe arrivare ai suoi fini con qualunque mezzo e senza alcuna pìetas, col paradosso di nuocere al genere umano e il neuroscienziato Stefano Mancuso secondo il quale le piante potrebbero essere buone maestre. L’intelligenza naturale – ha sottolineato – è da sempre uno strumento per risolvere problemi e garantire la sopravvivenza delle specie. Il punto è: noi, nel creare l’intelligenza artificiale, abbiamo imparato dalle piante? No, è la risposta.
FIRENZE - RESTARE UMANI NELL’ERA DELL’AI, l’EVENTO DI UNICOOP
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