FIRENZE - SCIOPERO E PRESIDIO PER L’OPERAIO MORTO NEL CANTIERE TAV

Chiara Valentini
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Un’ora di sciopero nella Provincia di Firenze per il settore edile è stata proclamata dai sindacati dopo la morte di Ayoub Abourabil, l’operaio di 31 anni che ha perso la vita giovedì scorso schiacciato da una trave nel cantiere TAV di Via Circondaria dove nascerà la stazione Belfiore. Pochi gli operai del cantiere presenti, la maggior parte turnisti che non vivono a Firenze e che non sono ancora tornati al lavoro per volere della Ditta Florentia di cui anche Ayoub era dipendente. Più attenzione e controlli sulla catena dei subappalti, sulla formazione e sulla regolarità del lavoro, chiede la CGIL. Tutte tematiche che però non riguardano il caso specifico. Ayoub Abourabil era di origine marocchina ma perfettamente integrato, parlava benissimo italiano, era un operaio esperto e regolarmente assunto (non risulterebbero irregolarità nel cantiere) e formato. Iscritto alla CISL (che si costituirà parte civile), era un punto di riferimento per i suoi colleghi. Resta il problema della mancanza di ispettori del lavoro che il Governo, dopo la tragedia di Via Mariti (dove persero la vita 5 operai), aveva promesso di aumentare.
L’indagine per capire cosa sia accaduto è in corso, il PM Alessandro Moffa ha aperto un fascicolo per omicidio colposo al momento senza indagati. Sappiamo che Ayoub stava manovrando alcune travi che venivano caricate sul camion pronte a lasciare il cantiere. Sarebbe però salito sul mezzo e lì sarebbe stato travolto da una trave scivolata su un lato. L’autopsia, prevista per domani, potrebbe fornire ulteriori dettagli. Il camion è stato posto sotto sequestro e i tecnici dell’ufficio prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl avrebbero acquisito il dispositivo che registra i parametri operativi della gru, una sorta di scatola nera che potrebbe essere determinante per le indagini. Nel cantiere operano tre squadre con turnazioni di 12 ore, la Uil chiede che siano aumentate a quattro. Molti gli esponenti anche politici presenti al presidio di stamani, una solidarietà che purtroppo sembra non avere risultati concreti. Dall’inizio dell’anno 40 persone hanno perso la vita in Toscana sul luogo di lavoro o in itinere. Nove solo a Firenze.

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