FIRENZE - A PALAZZO STROZZI LA MOSTRA “BROKEN, IL POTERE DEL FRAMMANTO”

Chiara Valentini
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Sono moltissime le sculture che nella storia dell’arte, attraversando secoli e geografie diverse, sono arrivate a noi rotte. Magari ne è rimasto solo un frammento per i motivi più vari. Il tempo naturalmente, o calamità naturali, ma anche la volontà degli uomini. Quegli stessi frammenti, o le opere modificate dalla storia, sono diventati loro stessi o opere d’arte. Ed è a loro che per la prima volta viene dedicata un’intera mostra. Lo fa palazzo strozzi in collaborazione con la Washington National Gallery of Art. La mostra si chiama BROKEN, il potere del frammento dal 25 settembre fino al 24 gennaio a Palazzo Strozzi, con prestiti dai più importanti musei del mondo. Opere dei principali maestri della storia dell’arte da Michelangelo a Canova a Rodin affiancate alle sculture di artisti contemporanei. E come sempre, una installazione concepita appositamente per il cortile rinascimentale. In mostra spicca la mano destra di una statua colossale tradizionalmente associata a Costantino e trasformata in epoca successiva. C’è anche l’elefante nella stanza, un’opera di Giulio Von Bismark del 1983 che si disfà lentamente proprio sotto gli occhi dello spettatore, per poi ricomporsi. Un esempio di come il nuovo frammento possa raccontare la storia che ha attraversato è il busto di Mussolini che si trovava nella casa del fascio di Milano. Dopo essere stato perduto, torna noi colpito da picconi e proiettili durante la liberazione. Insomma Ogni frammento è una storia di trasformazione, distruzione e rinascita. Nel tempo il suo significato si è evoluto senza perdere la sua potenza evocativa.

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