Anche il mondo accademico fiorentino scende in campo per frenare le pesanti conseguenze su casa, urbanistica ed economia dell’overtourism e del dilagante fenomeno degli affitti brevi. Incontriamo il professor Giovanni Liberatore, esperto di economia e gestione del turismo, uno dei quattro docenti del Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa (Disei) dell’Università di Firenze che hanno presentato un pacchetto di proposte su leva fiscale, implementazione del social housing, offerta residenziale stabile con lunghi orizzonti temporali, regolamentazione nei quartieri più stressati, per tentare di invertire la tendenza. Ridare centralità alla residenza fa bene anche al turismo, quello di qualità che premia l’autenticità di una città. Promossi i divieti a nuovi affitti brevi, che Palazzo Vecchio sta imponendo in varie zone della città, oltre l’area Unesco, e che di fatto anticipano la normativa europea. Ciò che manca e che invece potrebbe essere utile, è ascoltare e recepire il pensiero dei residenti. Come è accaduto a Edimburgo ad esempio. “La crisi della casa è al centro del dibattito europeo e richiede risposte anche a livello locale – afferma Liberatore – Nei quartieri caratterizzati da particolare tensione abitativa, in base al Piano Casa in elaborazione a livello europeo, le amministrazioni potranno valutare strumenti di regolamentazione degli affitti brevi e delle compravendite, compresa l’ipotesi di limitazioni alla vendita a non residenti, nel rispetto del quadro normativo. Sarà comunque importante accompagnare queste eventuali misure con un monitoraggio costante del fenomeno turistico e con politiche capaci di distribuire i flussi e differenziare l’offerta. Le indicazioni dell’Organizzazione mondiale del turismo invitano a misurare il fenomeno, regolarlo e gestirlo coinvolgendo anche i residenti. Sarebbe utile promuovere nuove ricerche per comprendere meglio come chi vive stabilmente a Firenze percepisce le trasformazioni legate al turismo. Disporre di questi dati consentirebbe di affiancare alle analisi sugli operatori una conoscenza più completa delle esigenze della città e dei suoi abitanti”.
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