TOSCANA - CONFCOMMERCIO, CAMBIO AL VERTICE. FIRENZE ESCLUSA

Alessio Poggioni
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Chiamarla congiura è sicuramente eccessivo, ma certo la mossa che ha portato Gianluca Spampani, già presidente di Confcommercio Pistoia Prato, alla guida dell’associazione regionale, e l’esclusione della federazione fiorentina dalla giunta, ha il sapore della revanche. Il cambio della guardia è avvenuto ieri nella seduta del consiglio regionale che ha salutato il presidente uscente Aldo Cursano e il direttore Marinoni, e messo sulla poltrona più alta Spampani. Insieme a lui anche il varo della nuova giunta, che comprende Francesca Marcucci presidente di Confcommercio Livorno, Stefano Bernardini di Siena, Ademaro Cordoni di Lucca e Massa Carrara, Stefano Maestri Accesi di Pisa, e Giulio Gennari della confederazione di Grosseto. Restano fuori dunque due province, Firenze e Arezzo, che sono unificate e fanno capo appunto ad Aldo Cursano.
La sua esclusione ha generato una frattura, con un’accusa neanche troppo velata alla visione fiorentino-centrica che l’ente avrebbe avuto fino ad oggi. La scelta è comunque forte: per gli interessi turistici e commerciali che Firenze ricopre in Toscana, tenerla fuori dalla stanza dei bottoni non è cosa da poco, a riprova che il resto della regione vuole contare di più in prospettiva e che esiste una volontà diffusa di cambiare corso rispetto a quanto fatto fino ad oggi.
In questo senso vanno lette anche le parole del vicepresidente nazionale di Confcommercio con delega all’Organizzazione, Giovanni De Pozzo: ““Come era auspicabile – ha scritto – hanno prevalso la ragionevolezza e l’interesse di Confcommercio Toscana a ritrovare in tempi rapidi la serenità della sua governance. È fisiologico, quando cambiano i vertici di organizzazioni così complesse, che vi siano confronti e momenti di dibattito anche accesi, ma l’importante è che siano sempre vissuti come espressione di partecipazione, responsabilità e attaccamento al sistema confederale”.
Il neo presidente Spampani, invece, ha affermato di voler valorizzare i distretti del commercio e il turismo, arginare la desertificazione commerciale, collaborare con le istituzioni per favorire gli investimenti, soprattutto in infrastrutture. “Serviranno – ha detto – una visione condivisa e la capacità di leggere e anticipare i tempi anche per sostenere e promuovere la capacità innovativa del nostro settore e dei nostri territori, rafforzando, laddove ce ne sarà bisogno, il ruolo dell’associazione regionale come interlocutore del sistema istituzionale regionale”.

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