L’Arpat, agenzia regionale per la protezione ambientale, esamina – tra le altre cose – la qualità delle acque dei fiumi toscani. E a soffrire di più non sono tanto i grandi fiumi ma – ovunque in Toscana – i torrenti. Se la siccità è fenomeno visibile a tutti, con fiumi ormai ridotti nei mesi estivi a un susseguirsi di pozze (quando ci sono), ce ne è un altro che sta modificando l’ecosistema e che in prospettiva potrebbe avere conseguenze ancora più importanti ed è dovuto alle piogge che ormai si abbattono brevi e intense su un terreno o un alveo arido e compatto che non riesce a trattenerle. Non c’è al momento, spiega Rubellini, un problema di sostanze chimiche pericolose per l’uomo ma per l’ecosistema (di cui comunque anche noi facciamo parte) sì. Che in particolare sulla costa soffre anche di un altro fenomeno: il cuneo salino. I fiumi da un lato non riescono più a rispettare il naturale processo di autodepurazione (come se avessero il sistema immunitario compromesso), dall’altro non hanno più una portata sufficiente quando arrivano alla foce e l’acqua di mare, essendo più pesante, si infila nell’alveo dei fiumi proprio come un cuneo e di fatto il terreno viene irrigato con l’acqua salata.
FIRENZE - FIUMI: IL CAMBIAMENTO CLIMATICO STA DISTRUGGENDO L’ECOSISTEMA
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