PRATO - I Sudd Cobas scendono in piazza il 30 ottobre insieme ai lavoratori e agli studenti

Uno sciopero generale, indetto insieme ad altri sindacati di base, che partirà da piazza del Comune per manifestare contro varie istanze. Toscano: "Ormai siamo arrivati ad un punto di non ritorno, c'è bisogno di un grande sciopero generale"
Redazione
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“Il futuro è nostro” questo lo slogan con cui i Sudd Cobas scenderanno in piazza venerdì 30 ottobre per uno sciopero generale indetto insieme ad altri sindacati di base. Tante le istanze per cui manifestare, dal carovita, al riarmo, alla sanità e la scuola che cadono a pezzi, ma tutte con un unico obiettivo, quello di costruire una vita migliore. “Ormai siamo arrivati ad un punto di non ritorno – dice il coordinatore Sudd Cobas Luca Toscano – Una persona che lavora quaranta ore a settimana non riesce a portare a casa alla fine del mese il necessario a pagare l’affitto e dare da mangiare ai propri figli. Non crediamo ci sia da dire molto altro. Se poi ci aggiungiamo il fatto che il governo sta spendendo miliardi di euro in armi, quando le persone non arrivano alla fine del mese, le scuole e la sanità sono praticamente in distruzione, crediamo che sia già abbastanza sufficiente a dire che venerdì c’è bisogno di un grande sciopero generale”.

Ad unirsi allo sciopero che partirà alle 9.30 da piazza del Comune a Prato, oltre a lavoratori e lavoratrici di 100 aziende di ogni settore, dal tessile, alla cultura, alla logistica, con cui il sindacato ha indetto delle assemblee per organizzarsi, anche gli studenti delle scuole del territorio che proprio in questi giorni stanno occupando i vari istituti. “Uno sciopero che si connette a quello che sta succedendo in tutta Europa e anche nella nostra città – aggiunge Toscano – Per noi è una bellissima notizia che gli studenti stiano occupando le scuole, perché di fatto stanno richiedendo un futuro che gli sta venendo negato da un sistema che ha deciso che tutti i sacrifici dei loro genitori, che hanno fatto per anni e continueranno a fare, non sono sufficienti a dargli un futuro, e questo crediamo che sia un punto di non ritorno”.

“Stiamo facendo con i lavoratori di circa 100 aziende delle assemblee per organizzare questo sciopero e portare in piazza varie istanze – sottolinea Francesca Ciuffi, organizzatrice sindacale – Istanze diverse che hanno un unico obiettivo, quello di costruire una vita migliore. Si uniranno a noi anche studenti e studentesse che in questi giorni stanno occupando le scuole del territorio, perché questo riguarda il loro futuro. Di motivi per scioperare ce ne sono tanti, il problema non sono le vetrine spaccate ma le teste spaccate durante le manifestazioni. Vediamo un Paese che sta andando a rotoli e questo è un altro motivo per scendere in piazza e protestare”.

Allo sciopero generale non hanno aderito i sindacati confederali che invece hanno indetto un altro sciopero il 20 novembre.

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