E’ Joe Tordella il nuovo console americano per la Toscana, l’Emilia Romagna e San Marino. Insediatosi a Firenze lo scorso 26 agosto, dove resterà per tre anni, si è presentato alla città incontrando categorie economiche e istituzioni. “Il rapporto tra gli Stati Uniti e l’Italia è così forte, e così familiare – ha spiegato nel suo discorso – che può sembrare quasi naturale. Ma anche le amicizie più forti hanno bisogno di essere rinnovate. Tre le priorità che ha elencato: protezione dei molti cittadini americani presenti soprattutto a Firenze (centinaia di migliaia tra turisti, studenti e imprenditori), creare più opportunità economiche tra Toscana e Stati Uniti (nonostante i dazi sui quali comunque il Consolato non ha potere) e la sicurezza. L’arrivo di Trump alla Casa Bianca e l’annuncio di una scure sulle sedi della cosiddetta diplomazia del “soft power”, quella il cui scopo è soprattutto la promozione di relazioni, diritti, rapporti, aveva fatto tremare la storica sede di Firenze aperta nel 1819. E’ stato poi l’ambasciatore americano in Italia, Tilman Fertitta, a far rientrare l’allarme. “Troppo importante per chiuderlo” disse in occasione dei festeggiamenti a Roma per l’Indipendence day. E Tordella conferma. Di chiare origini italiane, Tordella ha ricordato i suoi avi, emigrati dalla Calabria negli Stati Uniti in cerca di opportunità. “Qualche generazione dopo, un loro discendente è tornato in Italia per rappresentare gli Stati Uniti. Per me, è il sogno americano che chiude il cerchio”. Altri calabresi di origine (e poco distanti da Tordella, loro di New York, lui del New Jersey) hanno fatto di Firenze la loro seconda casa: è la famiglia Commisso che però Tordella non conosce. Anzi, dichiara di voler restare neutrale per quanto riguarda il calcio non scegliendo una squadra del cuore. Una diplomazia che a Firenze dovrà forse venire meno.
FIRENZE - JOE TORDELLA è IL NUOVO CONSOLE USA: IL CONSOLATO NON CHIUDERà
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