A quasi due mesi dallo scoppio della polemica e a una settimana dal consiglio comunale straordinario sulla vicenda, si è dimesso il direttore generale di Montedomini. Nel mezzo l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura (senza indagati). Lo ha reso noto con un comunicato il consiglio di amministrazione dell’Azienda pubblica di servizi alla persona. Pellicanò, scrivono, aveva presentato le dimissioni in data 18 agosto e “alla luce delle motivazioni legate esclusivamente a motivi di salute, lo stesso Cda si è visto costretto a prenderne atto ed ad accettarle”.
Il CdA di Firenze Montedomini “esprime il più sincero ringraziamento al dott. Pellicanò per l’attività svolta con passione e professionalità in tutti questi anni e gli esprime i più sentiti auguri per il prosieguo della sua attività lavorativa”.
Era da metà luglio, proprio quando Montedomini era finito nella tempesta per gli immobili di sua proprietà (11 per 23 appartamenti in tutto secondo il Comitato Salviamo Firenze il cui esposto ha portato all’apertura del fascicolo in Procura) finiti in concessione e poi affittati a turisti, che Pellicanò era in malattia e le sue funzioni svolte da una figura interna. A breve verrà aperto il bando per il suo successore che verrà scelto entro tre mesi.
Da Palazzo Vecchio la reazione è arrivata dall’assessore al welfare: “accompagneremo con responsabilità questo passaggio e garantendo tutto il sostegno necessario affinché l’ente possa continuare a svolgere pienamente la propria funzione al servizio della comunità fiorentina” scrive Paulesu in una nota. Dall’amministrazione comunale così come dal Partito Democratico sono arrivate in questi mesi solo parole a difesa della funzione di Montedomini (che nessuno ha mai davvero messo in discussione) ma nessuna ammissione di errori politici nemmeno nella fase in cui il caso si è consumato. Luigi Paccosi, presidente all’epoca dei fatti, espressione di una nomina di Palazzo vecchio e oggi alla guida di Casa SPA in queste settimane non ha mai parlato. La sindaca – che ha fatto della battaglia agli affitti brevi un simbolo del suo mandato ma che era proprio assessore al welfare in quegli anni – ha solo annunciato che verrà cambiato il regolamento di Montedomini per vietare che gli immobili possano essere messi a reddito con locazioni ai turisti. Ma sono molte le cose ancora da chiarire. L’esposto in Procura parla anche di: «Bandi poco o nulla pubblicizzati, rilanci di pochi euro alle aste, società nate pochi giorni prima dei bandi e senza le opportune garanzie finanziarie». Sul fatto che il CIN per via Guelfa sia stato registrato un anno prima della locazione dalla società che poi ha effettivamente vinto il bando la stessa Azienda Pubblica ha annunciato azioni legali. Pellicanò è una dimissione di peso ma ufficialmente slegata dal caso. La bufera politica è ancora in corso e difficilmente si esaurirà con il Consiglio del 4 settembre.
FIRENZE - MONTEDOMINI: SI DIMETTE IL DIRETTORE GENERALE PELLICANÒ
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