PRATO - Penalisti in sciopero contro le violazioni del diritto di difesa: “La Costituzione non è un optional”

Astensione dal 23 al 29 settembre proclamata dall'Unione delle Camere penali italiane. Adesione degli avvocati pratesi. Intercettazioni, sequestro dei dispositivi digitali, imputabilità dei minori, sovraffollamento nelle carceri: "La nostra è una battaglia a tutela dei cittadini". Incontro pubblico venerdì a Palazzo Banci Buonamici
Nadia Tarantino
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I penalisti incrociano di nuovo le braccia. Dopo l’astensione di giugno, altro stop alle udienze e alle attività giudiziarie dal 23 al 29 settembre proclamato dall’Unione delle Camere penali italiane. Intercettazioni, sequestro dei dispositivi digitali, imputabilità dei minori, sovraffollamento nelle carceri: questi i temi della battaglia che gli avvocati conducono ormai da tempo per “difendere i diritti dei cittadini”. La Camera penale di Prato ha aderito e venerdì 25, alle 18.30, a Palazzo Banci Buonamici, terrà un incontro pubblico (tutti possono partecipare) il cui titolo – ‘La Costituzione non è un optional’ – dice molto. “Tutto nasce dalle conversazioni tra avvocati e assistiti captate nel carcere di Perugia, una pratica illegittima – spiega la presidente, Elena Augustin – una violazione importante rispetto alla quale l’Unione delle Camere penali ha chiesto conto al ministero della Giustizia e al Csm senza, ad oggi, aver ricevuto risposta”. Se una risposta non arriverà – ormai di tempo ne è passato abbastanza – gli avvocati sono pronti a prendere iniziative più incisive e su questo le Camere penali sono state chiare.

La presidente Augustin, insieme ai colleghi del direttivo Enrico Martini, Diletta Nerini, Paolo Ceccherini e Samuel Stampigli, parla di “arretramento delle garanzie” e di “pericoloso passo indietro”. Nel mirino le riforme e i provvedimenti restrittivi che sono in discussione e che, se approvati, produrrebbero come risultato “una linea sempre più liberticida dei diritti delle persone”. “Invece di ampliare le garanzie di difesa – le parole dell’avvocato Martini – si va nella direzione opposta e cioè verso una compressione”.

Tra le questioni, l’estensione dell’utilizzabilità delle intercettazioni a procedimenti diversi da quello che le ha originate: “Le cosiddette intercettazioni a strascico – spiega Enrico Martini – sono una gravissima compressione dei diritti dei cittadini che devono essere garantiti nel diritto costituzionale della riservatezza delle loro comunicazioni e conversazioni. E invece, se andranno in porto le proposte di alcuni parlamentari, le intercettazioni potranno dare vita a un numero indefinito di procedimenti e ad un loro utilizzo pressoché illimitato”.

Collegato alle intercettazioni, il tema del sequestro dei dispositivi digitali: gli avvocati chiedono che sia il giudice a valutare la necessità di tale misura e, nel caso, autorizzarla. “Battersi anche su questo punto – spiega l’avvocato Ceccherini – significa tutelare il cittadino. Tutti sappiamo cosa può contenere un telefonino, tutti sappiamo che in un telefonino ci sono cose che appartengono alla sfera personale di ciascuno e che possono essere totalmente estranee all’oggetto dell’indagine. Sia un giudice a valutare quando sì e quando no”.

Critiche anche alla riforma sulla imputabilità dei minori: “La proposta di legge abbassa l’età a 13 anni e tra i 14 i 18 anni cancella la presunta incapacità di intendere e volere – spiegano gli avvocati della Camera penali di Prato – quello dei minori è un tema sociale molto importante a cui si risponde con la repressione anziché, come sarebbe auspicabile, con la prevenzione”.

Sul piatto l’altro tema di grande attualità: il sovraffollamento e le condizioni carcerarie. E’ attesa la decisione della Corte Costituzionale sul rinvio facoltativo dell’esecuzione della pena in strutture che non sono in grado di garantire il rispetto della dignità umana. La questione è partita da Firenze il cui carcere, Sollicciano, è diventato simbolo del degrado carcerario in cui sono costretti i detenuti, ma non l’unico in una situazione di assoluta gravità. Cronici i problemi di sovraffollamento alla Dogaia, di carenza di personale e di una struttura del tutto inadeguata.  (nadia tarantino)

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