Cento modelli iconici che hanno segnato la storia di generazioni passando dallo sport, alla moda, al cinema fino alla musica e alla politica, diventando uno dei fenomeni più influenti del nostro tempo. A questa evoluzione è dedicata “Sneaker Revolution”, la grande mostra organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato e Beside Arts & Publishing, inaugurata oggi, 6 novembre e allestita fino al 2 maggio 2027. Dalle piste di atletica ai parquet dell’Nba, dalle sottoculture urbane alle passerelle dell’alta moda, fino ai palazzi della politica e ai mercati finanziari globali: in poco più di un secolo le sneaker hanno compiuto un percorso che nessun’altra calzatura aveva mai conosciuto. Nate come scarpe tecniche destinate allo sport, sono diventate simboli generazionali, oggetti di culto per collezionisti, laboratori di innovazione tecnologica, accessori di moda e protagoniste dell’immaginario contemporaneo. “Sneaker Revolution rappresenta un atto di attenzione ed un omaggio ad un accessorio iconico del vestire contemporaneo che vogliamo dedicare in modo particolare alle nuove generazioni, invitandole a scoprire quante storie e significati possa contenere il gesto apparentemente banale di indossare una scarpa che ha segnato il nostro tempo” dichiara Fabia Romagnoli, presidente della Fondazione Museo del Tessuto di Prato. Articolata in sette sezioni racconta l’evoluzione della sneaker: dalla genesi con i primi modelli del 900, si passa all’arena con i modelli iconici indossati dai grandi sportivi, per poi arrivare alla sezione Tribù quando la sneaker diventa rappresentazione di sottoculture e prende campo nel cinema, come la Nike Mag indossata da Michael J. Fox in ‘Ritorno al futuro 2’ o la Nike Vandal portata da Kyle Reese in Terminator. Segue poi la sezione The Hype Cycle dedicata alle edizioni limitate, e quella dedicata alla moda con i modelli creati dai grandi stilisti come le Triple S di Balenciaga. Infine la sezione Power Play dedicata ai modelli che sono entrati anche nei palazzi di potere e quella dedicata al Futuro Sostenibile per cercare di ridurre l’impatto ambientale della produzione. “Con questa mostra il Museo del Tessuto desidera portare all’attenzione del pubblico il valore storico, sociale e culturale delle calzature più vendute al mondo – afferma Filippo Guarini, direttore del Museo del Tessuto – In fondo, osservare l’evoluzione delle sneaker significa osservare i grandi cambiamenti che hanno attraversato l’ultimo secolo e che tuttora attraversano la società contemporanea”.
I cento modelli iconici in mostra provengono dalle collezioni del Museo del Tessuto, dall’eccezionale collezione di Marco Colombo, da Matteo Ficci, dal Back to the Future Museum, da collezioni private, oltre che dagli archivi dei brand prestatori: adidas, Balenciaga, Gucci, Hidn-Ander, Hogan/Tod’s, Lotto, Prada, Superga. La mostra nasce da un lavoro di ricerca multidisciplinare che ha coinvolto studiosi, collezionisti, professionisti e brand internazionali, dando vita a un racconto corale che restituisce la complessità di un fenomeno culturale e sociale. La curatela è affidata ad Arianna Sarti del Museo del Tessuto di Prato, insieme a Francesca Biagioli, fondatrice di Beside Arts & Publishing, con i contributi in catalogo di Gloria Maria Cappelletti, fondatrice di Red-Eye.world e docente NABA e Politecnico di Milano; Nicoletta De Menna, storica e studiosa di costume, autrice e interprete del podcast ANSA La Storia nell’Armadio; Antonio Mancinelli, scrittore, docente ed editorialista del gruppo QN; Maurizio Ridolfo, autore, conduttore televisivo e docente NABA Milano; Gianluca Vitiello, conduttore radiofonico ed esperto di cultura urbana.
Ad arricchire il racconto espositivo, una serie di esperienze interattive che invitano il pubblico a esplorare in modo ludico e personale il proprio rapporto con le sneaker attraverso quiz e una serie di cartoline che permettono di scoprire quale sneaker li rappresenta di più. Grazie alla collaborazione con la startup pratese Openverse, un’installazione interattiva consente inoltre di personalizzare in 3D una sneaker virtuale, visualizzata in una teca a effetto olografico, e di condividerla sui social e negli ambienti digitali di Fortnite e Minecraft. La mostra è stata realizzata con il sostegno di: Comune di Prato, Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Saperi, Estra; Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero della Cultura, Regione Toscana, le aziende del Museo del Tessuto Textile Lovers.
In occasione dell’inaugurazione della mostra “Sneaker Revolution”, nel pomeriggio proprio nel piazzale del Museo c’è stata una protesta con volantinaggio creativo da parte dei sindacati e delle lavoratrici in appalto dei musei pratesi che hanno ribadito: ” basta lavoro povero, non c’è cultura senza diritti”.