“Se domani non torno” sono le parole tratte da una poesia dell’attivista peruviana Cristina Torres Cáceres diventata un simbolo globale contro la violenza sulle donne e riprese nel 2023 da Elena Cecchettin nei giorni successivi al femminicidio di sua sorella Giulia. “Se domani non torno” è ora anche il titolo del film di Paola Randi presentato alla Mostra del Cinema di Roma che racconta la storia di quei giorni drammatici. Lo fa con un taglio particolare, senza mai mostrare violenza esplicita nè nominare l’assassino di Giulia. Eppure, nel raccontare lo sgomento e la forza di una famiglia normale che reagisce creando valore nel buio più nero scuotendo le coscienze di un Paese intero, riesce a trasmettere con incredibile chiarezza cosa sia il patriarcato (parola usata da Elena senza mezzi termini) e come questo possa portare al femminicidio. Per questo è particolarmente importante mostrarlo ai giovani (a migliaia quelli incontrati da Gino Cecchettin, padre di Giulia, qui interpretato da Filippo Timi). Lo fa la Coop, che è tra i produttori del film. In Toscana, nelle 9 province in cui è presente, il film viene mostrato a circa 2700 ragazzi delle terze superiori (una scelta delle 36 scuole coinvolte, quella di portare i sedicenni che all’epoca dei fatti erano poco più che bambini). “Hanno bisogno di ascoltare” spiegano gli insegnanti e la scuola deve fare rumore.
FIRENZE - LA STORIA DI GIULIA CECCHETTIN MOSTRATA ALLE SCUOLE
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