FIRENZE - FRENA L’ECONOMIA TOSCANA: IN CALO EXPORT E MANIFATTURA

Alessio Poggioni
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Ancora un segnale di debolezza, e il ritorno di difficoltà in alcuni comparti strategici per la Toscana. L’ultima nota congiunturale di IRPET che fotografa l’economia della regione nel secondo trimestre 2026 parla chiaro: nuova flessione della moda, ma frenano anche manifattura ed export. Il quadro rende la Toscana peggiore della media italiana: +0,5% la produzione del Paese tra aprile e giugno di quest’anno, a fronte di un -1,1% della Toscana. Peggio di Emilia Romagna e Lombardia (entrambe in positivo), ma anche del Veneto, che registra una flessione dello 0,6%.
Le ragioni stanno in più fattori: intanto la nuova caduta della moda soprattutto a Firenze: -7% l’abbigliamento, -16% le calzature, addirittura -26% la maglieria. I riflessi si notano anche sull’export, dove -si sa – la farmaceutica vale per il capoluogo più della metà delle merci in uscita, ma anche questa ha mostrato qualche segnale di sofferenza. Ne consegue che le esportazioni hanno registrato sì una crescita decisa (17,6%) ma solo trainata dall’oreficeria: se si toglie questa infatti, la dinamica si azzera.
Per trovare delle notizie positive, ma anche qui sono dati da leggere in controluce, bisogna guardare all’occupazione e al turismo: le nuove assunzioni ammontano a circa 84mila, in linea con l’anno scorso, ma diminuisce la crescita degli occupati. Calano gli ammortizzatori sociali, ma aumentano gli interventi per crisi e ristrutturazioni del debito.
Sul fronte turistico, invece, reggono le presenze, aumentate di quasi il 3% rispetto al 2025. Ma la crescita è esattamente la metà dell’anno scorso. Anche qui però c’è il risvolto negativo della medaglia, se a segnare l’incremento maggiore sono gli affitti brevi (+12,5%), cioè quel turismo che generalmente consuma di più e lascia meno sul territorio. Vanno bene anche le strutture di lusso, ma solo grazie alle presenze straniere, e con un netto calo dei mercati asiatici.
Insomma, il quadro generale risulta perlopiù deludente: la Toscana tiene grazie a pochi comparti (metalli preziosi e farmaceutica, macchinari e chimica) ma il resto appare in crisi strutturale. Il turismo è ancora un volano economico e di occupazione, ma è un settore a bassa redistribuzione e spesso a macchia di leopardo. E in questo quadro, il nuovo appello alla reindustrializzazione della regione mosso da esperti e categorie, appare oggi ancora più importante.

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