AREZZO - AMOM CHIUDE MA STOP AI LICENZIAMENTI FORZATI

Redazione
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L’azienda chiuderà ma non ci saranno i licenziamenti, solo uscite volontarie e incentivate oltre ad ammortizzatori sociali fino a 12 mesi. Si chiude così la vertenza Amom, l’azienda specializzata negli accessori di alta moda di Civitella Val di Chiana controllata dalla multinazionale Oerlikon che il 31 dicembre, in videochiamata ha annunciato il licenziamento ai 70 dipendenti. Le proteste dei sindacati e il lavoro di mediazione svolto dal tavolo regionale di crisi, hanno permesso di ammorbidire le posizioni per trovare una soluzione che tutelasse il personale di fronte alla volontà della proprietà di mettere in liquidazione la società e all’assenza di nuovi investitori. A questo accordo se ne aggiunge un secondo che per Valerio Fabiani, consigliere per le crisi aziendali di Eugenio Giani, favorisce la reindustrializzazione del sito e la ricollocazione dei lavoratori in loco o in altre aziende. Questo secondo accordo, – spiega Fabiani – oltre a prevedere una dote privata che Amom si è impegnata a riconoscere ai futuri possibili datori di lavoro che intendano assumere i dipendenti della Amom, contiene anche l’impegno da parte della Regione all’incentivo per la ricollocazione (con ulteriore dote economica, ma in questo caso pubblica, per chi assume lavoratori provenienti da crisi) oltre alla possibilità di mettere in campo processi di formazione a carico della Regione”.

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