Firenze - LuisaviaRoma, chiude negozio. Convocato tavolo crisi

Redazione
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Il management di LuisaviaRoma, storica catena di vendita dell’alta moda nata a Firenze nel 1929, è legittimato a chiudere da oggi il centralissimo negozio di via Tosinghi e a creare una nuova piattaforma digitale per la vendita online, non si sa bene per chi, nonostante la società sia sotto commissario giudiziale da inizio mese per l’adesione al concordato liquidatorio e la richiesta di cassa integrazione per cessazione attività peri 200 dipendenti? Se lo chiede la Filcams Cgil che ha denunciato pubblicamente entrambe le operazioni definite “una delegittimazione inaccettabile e uno sfregio gravissimo verso il Tavolo di crisi aperto in Regione. E’ in quella sede, lo scorso 31 marzo, che secondo la Filcams i vertici della società avevano infatti, dichiarato di poter gestire solo gestire l’ordinaria amministrazione e si sarebbero presi l’impegno di mantenere inalterata la piattaforma digitale in essere. In queste ultime ore invece, è successo l’esatto contrario con i 12 dipendenti di via Tosinghi distribuiti tra gli altri 6 negozi toscani e gli altri lavoratori costretti a collaborare con aziende di settore per sviluppare la nuova piattaforma digitale senza alcuna garanzia su chi in futuro la userà. E che si tratti di uno sfregio gravissimo alle istituzioni sedute a quel tavolo, lo si capisce dall’immediatezza con cui il consigliere speciale per il Lavoro e le Crisi Aziendali della Regione, Valerio Fabiani ha risposto alla richiesta urgente di un nuovo incontro al tavolo di crisi invocato dalla Filcams Cgil. L’appuntamento è per il 10 aprile alle 10 e la seduta sarà in plenaria, ossia con tutti gli attori presenti. “Ho convocato il tavolo per fugare ogni dubbio: – ha spiegato Fabiani – il presupposto fondamentale per far funzionare un tavolo di mediazione è la massima trasparenza”.

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