PRATO - Piscina di Iolo, Targetti all’attacco: “Enorme spreco di denaro pubblico”. Esposti in procura e alla Corte dei Conti

Il consigliere comunale di opposizione ha raccolto tutta la documentazione sull'opera per la quale è stato revocato il finanziamento Pnrr: "Progetto viziato fin dalla nascita"
Nadia Tarantino
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“La piscina di Iolo non si farà mai, punto”. Lo dice e lo ripete a più riprese Jonathan Targetti, consigliere comunale de ‘L’Alternativa c’è’, dopo aver depositato alla Corte dei conti e alla procura della Repubblica un esposto (ventisette gli atti pubblici allegati)  per chiedere che si accertino eventuali responsabilità – danno erariale e profili penali – relativamente alla revoca, come scritto in anteprima da Notizie di Prato, di sei milioni e mezzo di finanziamento Pnrr e ai 9 milioni  e mezzo di mutuo che pesano sulle tasche dei cittadini per un’opera – la piscina (o Stadio dell’acqua), appunto – che sarebbe dovuta essere realtà già quest’anno ma i cui lavori non sono mai cominciati. Non un’opera incompiuta come fu a suo tempo il Creaf, ma un’opera del tutto inesistente. Un’opera immaginata dal sindaco Matteo Biffoni nel 2019, destinataria di fondi Pnrr nel 2022, oggetto di mutuo nel 2023, con una scadenza di 620 giorni entro cui aprire e concludere il cantiere, e con una continua corsa contro il tempo per rispettare le scadenze.

“Enorme spreco di denaro pubblico per una piscina che non esiste”, dice Targetti.

Una settimana intera di lavoro per recuperare tutte le carte, metterle in fila e ricostruire la storia documentale del progetto. “Nei nostri esposti non c’è nulla di inventato – spiega il consigliere comunale parlando non solo ai giornalisti ma anche a diversi cittadini che hanno raccolto l’invito a partecipare all’incontro organizzato in piazza del Comune – abbiamo ricavato tutto dalle carte ufficiali. Non tocca a noi indicare i colpevoli di questo pasticcio e attendiamo con fiducia, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, il lavoro della magistratura contabile e penale. Sarà solo quel lavoro, e non le fantasiose indagini interne annunciate dal sindaco Biffoni, a stabilire se e di chi siano le colpe”.

E mentre il sindaco ha rimarcato con forza che in tutta questa storia il Comune è parte lesa perché l’incarico di assegnare l’appalto – aggiudicato a Ferraro spa – è stato affidato alla società del ministero dell’Economia Sport e Salute, Targetti parla di un “pasticcio annunciato”, di “vizi nel documento di indirizzo della progettazione mai superati”, di “dinieghi ignorati” e di una perseveranza che avrebbe risposto solo alla necessità di non perdere i fondi Pnrr e ottenere il mutuo.

“Il progetto – spiega il leader de l’Alternativa c’è’ – presenta un vizio fin dalla nascita: la collocazione, tre metri e mezzo sottosuolo, dei locali tecnici e dei depositi chimici della piscina. Una scelta criticata da Asl e Arpat e, già in precedenza, dai primi progettisti in fase preliminare. E criticata anche dalla società di Ancona a cui il Comune chiede conto dei rilievi mossi, ricevendo un altro parere negativo. Il problema è il rischio idrogeologico e l’insalubrità dei locali”.

Il progetto va avanti, nessun passo indietro. E’ convinzione, in Comune, che la piscina si farà. Una convinzione che è ancora forte ad aprile 2025 quando “la giunta della sindaca Bugetti approva il progetto definitivo asseverando la fattibilità in appena 289 giorni, quelli che restano fino alla scadenza prevista, a fronte dei 620 stimati all’inizio”. E’ uno degli ultimi atti che il Comune scrive sulla piscina di Iolo. Poi più nulla, anzi sì: una determina dirigenziale a luglio 2025 con la quale si impegnano 43.810 euro per il parere di Collegio consultivo tecnico. “Una spesa del tutto inutile – sottolinea Targetti – perché l’opera era già irrealizzabile”.

Tutta la storia della piscina in sette anni, dal 2019, quando fu immaginata, a oggi che il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri ha ufficializzato la revoca del finanziamento Pnrr: “Menomale che il commissario Sammartino quei soldi li aveva messi da parte – commenta il consigliere comunale – resta però il mutuo acceso tre anni fa, per il quale i pratesi pagano rate e interessi senza aveva neppure un’idea di come sarebbe stata la piscina”.

La questione non è solo dei fondi pubblici sfumati, dei soldi spesi in questi anni, delle promesse non mantenute: “Se approfondiamo questo tema – spiega Jonathan Targetti – è anche per tutelare la macchina amministrativa, è anche per accendere un faro sul silenzio e sull’assenza delle società sportive che non capiamo se sono d’accordo con questa gestione fallimentare degli impianti o sono succubi del sistema, è anche per denunciare che una parte di opposizione, in Consiglio comunale, in questi anni non ha visto, non si è accorta di quello che succedeva, non si è mossa”.

Cinque le stonature che Targetti evidenzia: “Il sindaco sempre assente nelle quattro Giunte in cui si è deliberato sulla piscina, il veto sanitario scavalcato per ragioni bancarie, un’opera dichiarata fattibile quando era già impossibile, un organo di controllo che viene ignorato nelle sue critiche, soldi pubblici spesi e incassati quando il progetto era già destinato a fallire”.  

Sarà la procura della Corte dei Conti a dire se c’è stato danno erariale. Sarà l’ufficio del procuratore Luca Tescaroli a dire se ci sono elementi di rilevanza penale (“tra assessori, consiglieri comunali, dirigenti, funzionari, società almeno una cinquantina le persone coinvolte” le parole del consigliere de ‘L’Alternativa c’è’)”. Saranno le azioni annunciate dal sindaco Biffoni a dire se il Comune ha ricevuto un danno e dove stanno le colpe. Targetti è sicuro di una cosa: “Il Comune smetta di occuparsi di impianti sportivi perché non lo so fare: o si decida ad appaltare tutto al privato che con investimenti importanti può fare cose, oppure tutti dobbiamo rassegnarci a seguire e praticare sport in trasferta”.   

La replica di Claudio Stanasel, ex consigliere comunale della Lega: “Rivendico tutte le mie interrogazioni sul progetto della piscina. Oggi c’èl a conferma che tutte le rassicurazioni date per anni in Consiglio erano completamente scollegate dalla realtà. Con le mie iniziative ho chiedo chiarimenti sui ritardi, sul cronoprogramma, sui fondi Pnrr: ogni volta mi veniva detto che andava tutto bene. I fatti di oggi smentiscono quelle parole. E’ doveroso che chi ha sbagliato, se ne assuma la responsabilità”.     

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