Toscana - Vendemmia 2026: nel vino toscano vince chi punta sulla quali

Milko Chilleri
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La vendemmia 2026 si avvicina anche in Toscana in un contesto segnato dal rallentamento del mercato. La Regione ha approvato la riduzione delle rese per contenere gli effetti degli invenduti accumulati nelle annate precedenti, una situazione che per alcune cantine rende persino plausibile l’idea di non vendemmiare, scelta comunque non generalizzata.
In questo scenario complesso, Giovanni Folonari, alla guida delle Tenute Folonari, rappresenta una delle realtà più solide. Folonari sottolinea come la produzione interna non sia sufficiente a coprire la domanda e ribadisce i pilastri che oggi fanno la differenza: qualità, storia, identità territoriale ed eleganza. «Ci vuole ovviamente la qualità, che è imprescindibile… Poi ci vuole una storia, un prodotto che interessi al consumatore… E ci vuole l’eleganza, perché senza eleganza è difficile bere un vino», afferma.
La fase attuale vede sul mercato denominazioni importanti a prezzi sotto fascia, con un effetto boomerang che indebolisce valore e percezione della qualità. A soffrire di più sono i piccoli produttori, per anni sostenuti dalla visibilità delle cantine più strutturate: oggi, con la domanda ferma, sono i primi a entrare in difficoltà, privi di margini e protezioni.
Folonari richiama anche il peso della continuità familiare: «La mia famiglia fa vino da otto generazioni. Abbiamo un nome che dà sicurezza al consumatore, che oggi beve meno ma sceglie vini con storia e identità». I dati Ismea confermano il quadro: a giugno il Chianti è sceso del 5%, il Chianti Classico del 2,4%, mentre il Brunello resta più stabile pur risentendo della domanda debole.
Non mancano però segnali positivi: cresce l’interesse dei consumatori più giovani e si conferma la resilienza delle tipologie premium, oggi tra le aree più dinamiche del mercato. «Il consumatore beve meno ma meglio», osserva Folonari, ricordando che la fascia medio-alta regge meglio la contrazione, mentre il calo riguarda soprattutto gli entry-level.
In un momento in cui consumi e mode cambiano rapidamente, un dato emerge con chiarezza: nel vino toscano vince la qualità.

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